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trmtv.it, 22 ottobre 2026

In Puglia si registra la mancanza di percorsi di formazione professionale dedicati ai minori e ai giovani adulti (18-25 anni) sottoposti a misure penali. E questo avviene “nonostante l’esistenza di obblighi normativi e di risorse economiche potenzialmente utilizzabili per attivare gli interventi”. La problematica è stata sollevata questa mattina dal direttore dell’Istituto penale per i minorenni di Bari, Nicola Petruzzelli, e dalla dirigente del Centro per la giustizia minorile per la Puglia e la Basilicata, Dorella Quarto, che sono intervenuti nella seduta della commissione regionale di studio e d’inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia, presieduta dal consigliere Luigi Caroli.

Secondo quanto riferito dai relatori, la formazione professionale rientra nelle competenze regionali. Spetterebbe, così, alla Regione - è stato spiegato - garantire l’attivazione di percorsi adeguati, anche attraverso enti accreditati o convenzionati. In commissione è stata condivisa la necessità d’intervenire “in tempi brevi per offrire ai giovani coinvolti nel circuito penale competenze e concrete opportunità lavorative, favorendone il reinserimento sociale e contribuendo a prevenire il rischio di tornare a commettere reati”.

Il direttore del Dipartimento regionale Politiche del lavoro, Francesco Cupertino, ha riconosciuto “la gravità della situazione e condiviso la necessità di garantire alle persone detenute il diritto all’istruzione, al completamento del percorso scolastico e all’inserimento nel mondo del lavoro”. La commissione ha quindi deciso di riconvocarsi entro 15 giorni, con l’obiettivo di ascoltare l’autorità di gestione dei fondi comunitari, Arpal, i Garanti regionali dei minori e delle persone detenute e il dipartimento Welfare.