di Giulia Cimpanelli
La Repubblica, 6 aprile 2023
Combattere la povertà educativa: è questo il primario obiettivo dei 26 Punti luce italiani di Save the children, spazi situati in quartieri svantaggiati in cui bambini e ragazzi e famiglie possono usufruire di diverse attività: dal sostegno allo studio ai laboratori artistici e musicali, dalla promozione della lettura all’accesso alle nuove tecnologie, al gioco, alle attività motorie. “In queste realtà spesso ragazzi non immaginano altro rispetto a ciò che vedono: vogliamo aspirarli e ispirarli - commenta Daniela Fatarella, direttrice generale Save the Children Italia -. Nelle nostre strutture proponiamo attività che portino a un percorso di empowerment, finalizzato alla crescita personale del bambino, che offra a tuti le stesse opportunità”.
È in quest’ottica che, proprio nel contesto dei Punti luce, nasce la collaborazione tra Ferrero e Save the Children, con l’intento comune di offrire a bambine, bambini e ragazzi la possibilità di sviluppare i propri talenti e aspirazioni proprio quando il contesto sociale e famigliare non permetterebbe loro di farlo.
Il metodo - Le due realtà mettono a fattor comune le loro competenze ed esperienze passate per perseguire un approccio educativo di avvicinamento al movimento e allo sport. Kinder Joy of moving, un progetto internazionale di responsabilità sociale del Gruppo Ferrero (nato nel 2005, a oggi ha coinvolto 2,6 milioni di bambini, in 28 Paesi del mondo), che si impegna ad incentivare la predisposizione naturale dei bambini a muoversi e giocare entra in otto Punti Luce e in futuro, sperabilmente, in tutti e 26.
“Il programma prevede l’utilizzo di Joy of moving, un metodo educativo innovativo, validato scientificamente, messo a punto in collaborazione con l’Università del Foro Italico di Roma, il Coni e il Miur, a seguito di un progetto di ricerca che ha coinvolto oltre mille bambini della scuola primaria. Il metodo nasce dal gioco ed è in grado di favorire non solo lo sviluppo motorio, ma anche quello cognitivo, emozionale e relazionale. In quest’ottica sposta l’attenzione dalla performance al divertimento, dall’antagonismo alla relazione”, spiega Bartolomeo Salomone, presidente di Ferrero. Gli educatori professionisti degli Spazi luce verranno formati a questo metodo.
I punti luce - L’iniziativa rientra a pieno titolo nello spirito dei Punti luce: “Oggi un milione e 400mila bambini in Italia vivono in condizioni di povertà assoluta - aggiunge Fatarella - ovunque, anche all’interno delle stese città, a seconda di dove nasci hai una serie di opportunità diverse. L’obiettivo è rafforzare le competenze dei ragazzi per fare in modo di offrire a tutti le medesime possibilità”. I Punti luce hanno in seno anche una serie di attività volte alla salute e al benessere di bambini e ragazzi. Oltre agli educatori professionisti, in questi spazi lavorano anche psicologi e nutrizionisti: “Dopo la pandemia rileviamo un grande disagio psicologico tra bambini e ragazzi, per questo anche nei punti luce, cerchiamo di dare maggiore sostegno e servizio psicologico”, dice la direttrice.
Queste strutture offrono a bambini e famiglie anche percorsi di educazione alimentare: “Nelle fasce di popolazione più svantaggiate insorgono spesso problemi di obesità infantile perché c’è minore educazione alimentare e minor controllo salute. I nostri nutrizionisti, oltre a classiche attività di educazione alimentare, fanno accompagnamento alla spesa insegnando alle famiglie cosa acquistare con lo stesso budget per offrire ai bambini un’alimentazione più salutare”.
Salute e benessere dei bambini nel mondo - I progetti di Save the children che guardano alla salute dei bambini nel mondo sono molteplici: “Oggi per noi fondamentale è la lotta alla malnutrizione - spiega Fatarella -: un bambino su cinque è gravemente malnutrito in aree come il Corno d’Africa o in Afghanistan. Li curiamo e interveniamo anche sulla popolazione tutta, per aiutarli in attività come agricoltura e allevamento e renderli più resilienti rispetto a future emergenze”.
Save the children ha punti sanitari in tutto il mondo dedicati al binomio mamma-bambino: “Offriamo formazione alle persone e agli operatori su tematiche come il parto sicuro e le vaccinazioni - conclude -. Qui in Italia abbiamo lanciato il progetto Fiocchi in ospedale che intercetta le mamme con maggiori difficoltà per accompagnarle nei primi mille giorni di crescita del bambino con supporto alla genitorialità”.











