di Concita De Gregorio
La Repubblica, 21 ottobre 2025
È una tecnica nota, consueta, abusata eppure efficacissima. Ci lasciamo facilmente sviare dalla rotta. Non perdete il fuoco. Non perdiamolo mai. Non lasciamoci distrarre dal rumore, dalle polemiche di un giorno fatte apposta per questo, per durare un giorno e in quel giorno far perdere di vista quello che di più importante, grave, urgente sta accadendo. È una tecnica nota, consueta, abusata eppure efficacissima. Come i tori col panno rosso, come certi animali al richiamo di un fischio ci lasciamo facilmente accecare, sviare dalla rotta da un rumore, un colore, un abbaglio. Ogni giorno, tutti i giorni.
Ci pensavo di nuovo la settimana scorsa quando ho visto il video di Greta Thunberg di ritorno dalle carceri israeliane, dopo essere stata catturata mentre navigava insieme ad altre centinaia di attivisti su Global Sumud Flotilla, insieme a loro trasferita in prigionia e lì - tutti - umiliati, derisi, maltrattati. Le cronache ci hanno raccontato: è stata, lei più di tutti perché simbolo di tutti - costretta a fare questo e quello. Appena è tornata per prima cosa le hanno chiesto: cosa? Cosa vi hanno fatto, costretto a fare? Questa è la curiosità morbosa che tutto il resto oscura.
Questo è quello che l’omeopatica dose di violenza quotidiana ci induce a fare ancora, e ancora, alzando sempre l’asticella: dimmi, esattamente, cosa. Lei non ha risposto. Non a questa domanda. Ha detto, più o meno, è mia la sintesi: potrei stare ore a raccontarvi cosa è successo, cosa ci hanno fatto, maltrattamenti e abusi ma credetemi, non è importante. Non è questa la storia. Non siamo noi la storia. La storia sono migliaia e milioni di persone che stanno soffrendo sistematiche atrocità nell’impunità di chi le compie. È la latitanza di governi e istituzioni. È la complicità in genocidio di chi non si oppone a quello che sta accadendo davanti ai suoi occhi. Poi ha sorriso, e ha aggiunto: so bene che mi accusano di essere naïf ma lo rivendico ogni giorno, se essere naïf significa combattere contro le ingiustizie e le violazioni dei diritti elementari.
Può piacervi o non piacervi, Greta Thunberg. Essere in accordo o disaccordo con lei, non importa. Anche qui. Non è questo il fuoco. Come quando scattate una fotografia, non lasciate che un dettaglio vi impedisca di vedere il quadro più grande, lo lasci sfocato e in ombra. Allargate il campo. Poi: il dettaglio sarà forse rilevante, ma avrà senso dentro quel campo. Il momento, il contesto, il resto. Vale per tutto, nella vita di ogni giorno, nel nostro quotidiano tentativo di dare senso al tempo e valore ai gesti.
Quante volte avete pensato o vi siete sentiti dire: sì, ma non è questo il punto. Quanto tempo avete perso nelle burocrazie, nelle discussioni di lavoro, nelle vicende familiari a dirimere improvvisi dettagli che diventavano ostacolo rispetto alla meta. Che vi impedivano, di fatto, di provare almeno a raggiungerla. Ore e ore e giorni e settimane perduti in minuzie inessenziali, in diatribe che sembrano epocali e sono inutili, invece. Quante volte qualcuno ha provato a dirottare la vostra attenzione su una piccola cosa, ci è riuscito sfinendovi e lasciandovi infine senza forze per affrontare quello che invece, per voi, era essenziale. A me sempre, succede. E ogni momento, ogni giorno penso: dai, non perdere il fuoco.











