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di Valentina Errante


Il Messaggero, 22 febbraio 2021

 

Il fatto non sussiste o non costituisce reato. Da Nord a Sud, circa il 70% delle inchieste per abuso di ufficio si chiude con archiviazioni, proscioglimenti o assoluzioni. Nelle more, però, saltano carriere e incarichi di funzionari pubblici, professori universitari e dirigenti, perché le inchieste e i processi che vengono istruiti, per il reato, più difficile da dimostrare, durano anni.

Di storie emblematiche ce ne sono tante. Come quella di Walter Orlandi, all'epoca direttore generale della sanità regionale ed ex dg dell'azienda ospedaliera "Santa Maria della Misericordia" di Perugia, era finito sotto accusa per avere favorito la carriera della dottoressa Manuela Pioppo, nominata direttore sanitario del presidio. Il caso-Orlandi aveva preso le mosse dall'esposto presentato da due medici del Santa Maria della Misericordia nel 2015.

Orlandi, secondo il pm Paolo Abbritti, sarebbe stato colpevole di aver determinato una concentrazione di incarichi, procurando alla donna un ingiusto vantaggio patrimoniale di 109 mila euro a titolo di corrispettivi indebitamente erogati. Il medico aveva sempre respinto le accuse sostenendo di avere agito correttamente. Nel 2019, mentre le indagini erano in corso, Orlandi è andato in pensione, sulla decisione della Regione aveva pesato anche l'indagine. L'assoluzione è arrivata lo scorso 2 dicembre prima che iniziasse il dibattimento: "Il fatto non costituisce reato". Ma a novembre il potentissimo dirigente regionale era tornato in corsia a fare il medico di base, in un Covid hotel allestito dalla Regione Lazio dedicato ai pazienti dimessi dagli ospedali campo. Per l'ispettore di polizia di Messina Luigi Cavalcanti, invece, sono stati necessari undici anni prima di ottenere l'assoluzione dalla Corte d'Appello.

In primo grado, nel 2017, l'ispettore era stato condannato a otto mesi di reclusione. E, nonostante l'accusa avesse richiesto la conferma integrale del verdetto, i giudici di secondo grado hanno concluso che la condotta contestata a Cavalcanti non costituisse reato, e lo hanno assolto. E poliziotto era finito sotto accusa per abuso d'ufficio, perché era intervenuto in una complicata vicenda ereditaria. Per undici anni la sua carriera in polizia si è fermata.

Dalla Calabria alla Lombardia. Anche per i sindaci e i governatori il reato non regge. L'ex presidente della Regione Molise, Michele Iorio, eletto con una coalizione di centrodestra, ha chiuso la sua vicenda giudiziaria di abuso d'ufficio in Cassazione nel 2018, dopo un'assoluzione in primo grado e la condanna a sei mesi in Appello, che gli era costata la sospensione dal consiglio regionale. La vicenda era legata alla cessione delle quote dello Zuccherificio del Molise ed è finita in un nulla di fatto anche per l'ex assessore Gianfranco Vitagliano.

Anche il governatore campano Vincenzo De Luca, Pd, è stato assolto dalla stessa accusa nel processo Crescent, per il complesso immobiliare sul lungomare di Salerno. E non è andata diversamente per Giuseppe Sala, sindaco Pd di Milano ed ex commissario unico di Expo: l'accusa relativa all'appalto per la Piastra dei servizi Expo è caduta con un proscioglimento.

Nel 2015 assoluzione anche per l'allora governatore pugliese Nichi Vendola, accusato di abuso d'ufficio in relazione alla selezione di un posto di primario. Mentre per il sindaco di Roma Virginia Raggi sono stati gli stessi pm ad archiviare il reato.