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Libero, 8 dicembre 2019


Il forzista Costa e lo scontro sulla prescrizione. "Se non ci verrà concesso il diritto di discutere in aula la nostra proposta blocca-Bonafede entro la fine dell'anno, ci rivolgeremo alla Corte Costituzionale e giorno per giorno proseguiremo la nostra battaglia di civiltà giuridica".

Il forzista Enrico Costa, autore della proposta di legge per bloccare l'entrata in vigore della nuova prescrizione, annuncia, assieme al suo partito, l'intenzione di ricorrere alla Consulta contro la legge voluta dal ministro grillino Alfonso Bonafede, che prevede lo "stop" della prescrizione dopo la sentenza di primo grado. Legge che, se non interverranno modifiche, entrerà in vigore a gennaio.

Una corsa contro il tempo che vede schierati anche gli avvocati penalisti italiani. Il loro leader, Gian Domenico Caiazza, ieri ha tracciato un bilancio delle oltre settanta ore di maratona oratoria che per tutta la settimana lo hanno impegnato, insieme ai suoi colleghi, davanti alla Corte di Cassazione.

È stato un "successo" che ha avuto un'attenzione dal mondo politico "senza precedenti", ha commentato Caiazza, e che ha centrato l'obiettivo "di spezzare i punti fondanti della forza violenta dell'idea opposta alla nostra, fondata sulla disinformazione. Stiamo mettendo in difficoltà la vulgata populista, il populismo è l'inganno del popolo".

Alla maratona organizzata dall'Unione delle camere penali hanno partecipato pure i parlamentari renziani, e dentro alla maggioranza non è stata ancora raggiunta l'intesa su una modifica condivisa.

"Ci siamo vicini", ha assicurato ieri Giuseppe Conte senza dare altri dettagli e limitandosi a spiegare che sono allo studio "varie soluzioni tecniche". Una volta trovate, ha aggiunto, "faremo un vertice politico per raccordarle e per dare il crisma della soluzione forale, che preluderà a un prossimo consiglio dei ministri".