di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 11 novembre 2020
Da Oxford, dove è professore ordinario di criminologia, Federico Varese continua a studiare i fenomeni mafiosi dell'Italia. Le organizzazioni criminali, secondo Varese, da poco nominato direttore del Dipartimento di sociologia della famosa università inglese, cercheranno in tutti i modi di approfittare della crisi provocata dalla pandemia per continuare a fare affari ed inquinare l'economia legale.
Professor Varese, le popolazioni sono stremate dal Covid. L'economia è a terra. La criminalità potrebbe intercettare il disagio dell'emergenza sanitaria, sociale ed economica?
È una domanda attorno alla quale ruoteranno nei prossimi mesi tante questioni. Si deve riconoscere la natura governativa delle mafie nel contesto attuale. Mi spiego meglio. Le mafie vogliono sempre di più governare i territori, a maggior ragione in questo momento di grande crisi e confusione. Per questo è indispensabile stare molto attenti. Il rischio che si sostituiscano allo Stato è concreto. Nei mesi scorsi evidenziavo questa preoccupazione in un mio articolo intitolato "Il welfare mafioso". La storia, poi, insegna sempre tanto. Già con la crisi economica del 1929 Lucky Luciano e Al Capone si offrirono per sostenere la popolazione attanagliata dalla fame e dalla povertà. Quando la gente è disperata, le mafie entrano in gioco. In Italia la cartina di tornasole è data dai casi di usura.
Gli ultimi rapporti parlano di un aumento dell'usura proprio in questi mesi...
Si tratta di un reato spia, come lo chiamiamo noi esperti. L'usura inquina l'economia legale. Le organizzazioni criminali si insinuano nel tessuto economico, entrano nelle aziende, ma anche nelle famiglie, e le divorano. Non dimentichiamo che in Italia esiste tanta economia sommersa. Quest'ultima è la vittima privilegiata delle mafie, che per prime vengono incontro offrendo credito.
Assisteremo a uno scontro sempre più accentuato tra Stato ed antistato?
La capacità delle organizzazioni criminali non porta sempre allo scontro. Le mafie vogliono lavorare in silenzio. Anche se le manifestazioni di piazza dei giorni scorsi a Napoli, a Torino, a Roma, tanto per fare degli esempi, saldano varie componenti. Si uniscono elementi diversi che indicano un chiaro disagio della popolazione e qualcuno cerca di approfittarne.
La gente, nella situazione che stiamo vivendo, tenderà a vedere nella criminalità un punto di riferimento?
Spero proprio di no. Credo che lo Stato debba porsi tanti obiettivi. Dobbiamo sperare che le persone e le aziende continuino a vedere nelle istituzioni il vero punto di riferimento per uno sviluppo autentico e per la risoluzione dei problemi connessi alla pandemia. Chi si affida alla criminalità per risolvere problemi di svariata natura si appresta a bere a un calice avvelenato e nella disperazione qualcuno può credere al miraggio di un aiuto proveniente dalla criminalità.
Con il Recovery Fund arriveranno tanti soldi. Gli appetiti criminali non mancheranno?
Sarà importante che le risorse che serviranno ad affrontare la crisi raggiungano direttamente i cittadini e le aziende. Spesso, la presenza di intermediari può distrarre il percorso di risorse destinate a chi ne ha bisogno. Non dimentichiamoci che le mafie sono abili nell'inserirsi nei territori, nel manipolare la politica a livello locale. Occorre vigilare, per esempio, affinché gli appalti siano sempre più controllati. La priorità è comunque fronteggiare l'emergenza sanitaria. In secondo luogo bisogna avere la capacità di utilizzare bene i danari non solo per l'emergenza immediata e far ripartire l'economia con investimenti per le scuole e le infrastrutture. Tenendo a mente il "modello Genova". In questo contesto l'attenzione deve essere massima. Qui si possono senza dubbio annidare gli appetiti cui lei faceva riferimento.
Nella situazione che stiamo vivendo la politica continua ad avere un ruolo importante?
Sicuramente. Se la politica perde di credibilità ci possono essere delle derive. La pandemia sta destabilizzando le nostre società e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Per questo il consenso verso la politica è importante. La politica deve fungere da elemento di unità e lavorare per evitare la disgregazione sociale. Nella confusione la criminalità si inserisce bene, perché cerca di intercettare il consenso della popolazione e di sostituirsi nella distribuzione delle risorse.
In Inghilterra si assiste pure a preoccupanti tensioni sociali?
Anche qui si vive una situazione pesante. Le tensioni più evidenti sono quelle tra centro e periferia. Il Covid ha messo in luce i contrasti tra Londra ed altre città, soprattutto del Nord meno sviluppato, dove si registra il maggior numero di contagi. Più durerà l'emergenza sanitaria più problemi ci saranno. Per questo è importante l'arrivo del vaccino per il coronavirus.
Sta scrivendo un nuovo libro?
Sono impegnato in alcuni studi sulla diffusione del doping in Russia e a questo Paese sto dedicando il mio prossimo lavoro editoriale. Inoltre, proseguo la mia collaborazione con lo scrittore John Le Carré. Stiamo sviluppando diversi progetti insieme.










