di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 10 luglio 2021
Il parere del Garante mauro palma dopo i fatti di Santa Maria Capua Vetere. "L'identificazione delle forze di polizia è un elemento di preoccupazione e un problema che avevo sollevato 20 anni fa per Genova e continuo a sollevare. C'è una necessità che le forze di polizia agiscano in maniera riconoscibile". Lo ha detto il garante nazionale delle persone private della libertà Mauro Palma, durante la presentazione del libro "La vendetta del boss. L'omicidio di Giuseppe Salvia" di Antonio Mattone nell'aula magna dell'Università Federico II di Napoli.
Il garante nazionale Palma ha sottolineato che la necessità non è nella "riconoscibilità del singolo, perché poi si pongono anche questioni di tipo civile, riverberandosi contro il singolo distruggendo delle vite. Significa la riconoscibilità della micro organizzazione di appartenenza. A me basta questo, le persone che lavorano in piccoli gruppi. Nessuno vuole rovinare la vita delle persone, ma penso che sia una sconfitta quando una Procura archivia un'indagine o la fa parziale perché dice che non è riuscita a identificare gli altri. È una sconfitta complessiva anche nostra".
Al carcere di Santa Maria Capua Vetere non ha funzionato la catena di comando? Mauro Palma ha riposto: "Diciamo che in generale la catena di comando si ha meglio quando agisce un corpo già strutturato, anche un corpo particolare, più speciale. Quando invece le persone sono raccolte da più istituti e senza una linea di comando in maniera precisa è molto più rischioso.
Secondo il Garante nazionale "c'era una linea di una sorta di indicazione, ma non di comando. Mi è sembrata anzi che ci fosse la mancanza di una linea di comando. In quei giorni chiesi che intervenissero i Gom, Gruppo operativo mobile, perché oltre alla professionalità è comunque un corpo di cui io conosco le responsabilità e se uno sbaglia so con chi prendermela. Se hai un corpo raccogliticcio tutto questo non lo vedo".
A proposito dell'incontro avuto con il leader della Lega Matteo Salvini, il Garante ha spiegato: "Qualche mese fa in una dichiarazione ero il garante dei delinquenti, ora invece dire che abbiamo avuto un ottimo colloquio". Palma ha proseguito: "Abbiamo parlato dei problemi perché noi dobbiamo fare un lavoro di democrazia, depurare questi temi che attengono ai diritti fondamentali delle persone, anche di chi ha sbagliato e necessariamente deve eseguire una pena, ma dobbiamo depurare da ideologismo. In carcere può esserci anche una necessità di un uso della forza, ma dev'essere fatto in maniera professionale, controllata, documentata e quando è una misura di estrema necessità. Quelle cose che ho visto a Santa Maria Capua Vetere - ha concluso il Garante - non hanno nessuna di queste caratteristiche".











