sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Giulia Merlo


Il Domani, 2 gennaio 2021

 

Intervista a Walter Verini. Dodici mesi di promesse da mantenere sui fondi europei. "Questo sarà l'anno delle riforme della giustizia", dice Walter Verini, tesoriere del Pd che da sempre si occupa di giustizia.

 

La riforma del penale e del civile verranno approvate?

A metà gennaio scade in commissione alla Camera il termine per gli emendamenti alla riforma del processo penale. Per il civile, al Senato è incardinata la riforma complessiva e, anche per dare risposta alle richieste europee, è probabile che il governo interverrà con alcune anticipazioni attraverso un decreto.

 

L'Europa chiede di velocizzare i tempi dei processi, basta quanto previsto nel Recovery plan?

Il 2020 è stato un anno importante per le assunzioni, ora è il momento di riformare il modello organizzativo. Le riforme vanno nella direzione di abbattere i tempi dei processi: per il civile attraverso la semplificazione dei riti; per il penale, con la fissazione di tempi certi per le fasi di indagine e i gradi di giudizio, in modo da non superare i 6 anni. Sarebbe un risultato straordinario. Basta imputati a vita e basta vittime che non vedono giustizia.

 

Il Pd ha chiesto un cambio di passo, vale anche per la giustizia?

Sì e in particolare per la riforma del carcere. Come Pd abbiamo un cruccio: con Andrea Orlando avevamo scritto una riforma importante, che però non è riuscita a percorrere l'ultimo miglio anche a causa di una insufficiente spinta da parte del Consiglio dei ministri, Guardasigilli a parte. Poi il governo con il Salvini del "buttiamo via la chiave" buttò anche la riforma. Noi intendiamo rilanciare le parti innovative di quella riforma, anche per depenalizzare alcuni reati che non creano allarme sociale, per rafforzare le misure alternative al carcere e i percorsi di

rieducazione.

 

Oggi le carceri sono luoghi prevalentemente afflittivi, inadeguati a reinserire nella società chi ha scontato la pena. Il ministro parla di costruire nuove carceri. Serve?

Noi non pensiamo tanto a nuove carceri, quanto a interventi dentro ai perimetri carcerari, per allestire nelle aree esterne delle strutture già esistenti luoghi di socialità e formazione, che servano appunto a trasformare gli istituti penitenziari in luoghi di pena ma anche di recupero. Questo aiuterebbe a combattere il gravissimo sovraffollamento, a rendere umano il trattamento e a tutelare il lavoro della polizia penitenziaria.

 

Italia viva sembra voler riaprire il dibattito sulla prescrizione...

Il tema è importante, ma non va agitato strumentalmente. La vera sfida è quella di far sì che il processo penale abbia tempi ragionevoli, in modo che i procedimenti non arrivino alla prescrizione. Se tutto rimanesse come ora la prescrizione tornerebbe - giustamente - ad essere una questione, ma mi chiedo: interessa di più agitare pubblicamente il tema della prescrizione o garantire la ragionevole durata dei processi lavorando tutti insieme al ddl penale e portare a sei anni la durata dei tre gradi di giudizio?

 

Renzi ha definito "giustizialista" il piano di Conte per la giustizia...

Tutti noi abbiamo il dovere di rendere meno tossico il dibattito sulla giustizia. Bisognerebbe smetterla sia con il falso garantismo, che scatta a corrente alternata a seconda del soggetto in questione, ma anche con il populismo giudiziario a cui spesso hanno ceduto soprattutto i Cinque stelle.

 

Qual è la via di mezzo?

Quella che riporta ai capisaldi fondamentali, a partire dalla presunzione di innocenza: un avviso di garanzia o una sentenza di primo o secondo grado non possono essere usati come indizi di colpevolezza. Spetta ai singoli valutare l'opportunità o meno di passi indietro nell'interesse delle istituzioni. Il problema riguarda anche i giornali: basta vedere come un certo modo di raccontare le inchieste che poi magari si sono concluse con l'assoluzione, ha cambiato la vita dei cittadini e persino il corso di vicende politiche. Con inaccettabili tempi biblici per avere giustizia.

 

La lista di cose da fare è lunga, ce la farete?

Se la legislatura dura fino al 2023 e lavoreremo bene, potremmo farcela ad approvare tutte le grandi riforme. Spero possa nascere un patto virtuoso anche con l'opposizione. Confrontiamoci e lavoriamo insieme per un obiettivo che credo sia interesse comune di tutti: togliere la giustizia dal terreno tossico della lotta politica e riformarla davvero.