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fanpage.it, 4 agosto 2019


"È un suo diritto e anche un suo preciso dovere. Se poi ne visitava anche altri era anche meglio, ma in ogni caso ha esercitato un suo diritto e una sua responsabilità come parlamentare".

Lo ha detto la senatrice Emma Bonino, riferendosi al deputato Ivan Scalfarotto che è andato in carcere per visitare i due americani accusati dell'omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega.

In merito alle offese a Scalfaro in seguito al tweet di accusa del ministro Matteo Salvini, la leader di +Europa ha osservato: "se dovessimo rispettare diritti e doveri di ciascuno a seconda di quello che twitta Salvini saremo in un mare di guai. Salvini dica quello che gli pare e spari le sue stupidaggini. Ognuno può pensare quello che vuole ma Scalfarotto ha esercitato un suo preciso diritto, nonché un suo preciso dovere, visitando le carceri".

A La Stampa Scalfarotto ha rivelato che gli insulti sono cominciati "quando il ministro Salvini ha deciso di trasformarmi in target. Durante tutta la giornata c'erano stati 22 commenti sulla mia pagina Facebook, poi in due ore sono diventati oltre tremila, e immaginate i toni".

"È un tentativo di intimidazione, ma non funziona. Sono convinto del mio gesto, nonostante la tempesta perfetta messa su. La mia ispezione era una verifica della tenuta dello stato democratico", ha affermato il parlamentare.

E alla domanda sul perché non sia andato anche a trovare la famiglia della vittima, Scalfarotto ha risposto: "a rendere omaggio a Cerciello Rega sono andati tanti compagni di partito. Il partito era presente e io con il partito. Ma nessuno è andato in carcere. Se ci fosse andato Zingaretti io non ci sarei andato. Il collegamento è sbagliato: in uno Stato di diritto è doverosa la solidarietà per la vittima, ma lo Stato deve anche rispettare chi ha commesso il crimine più efferato".

E quando il giornalista ha individuato nelle critiche dei colleghi di partito una paura di perdere consensi, Scalfarotto ha commentato: "Probabilmente sì, ma non credo sia la strategia giusta. Si torna al governo rimanendo se stessi e difendendo i nostri valori, non scimmiottando la cultura dominante. La politica non può solo accodarsi al sentimento popolare, ha la responsabilità di testimoniare valori anche se minoritari. Ci sono state fasi nella storia in cui si sono affermare vere e proprie barbarie perché lo voleva il popolo. Il ministro dell'Interno anziché assicurare l'incolumità dei detenuti, come è doveroso, incita la vendetta. Bisogna prendere una posizione netta".