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di Francesca Spasiano


Il Dubbio, 30 dicembre 2020

 

Manovra, l'intervento di Cirinnà sui fondi destinati alle case famiglia. "Mai più bambini in carcere con le madri". Una soluzione c'è e ora, a un passo dal diventare effettiva, non si può più attendere per metterla in campo: si tratta di destinare maggiori risorse - con un fondo di un milione e mezzo all'anno - alle case famiglia e alle strutture protette per accogliere i detenuti con figli a seguito.

"L'emergenza sanitaria ha avuto effetti drammatici nelle carceri", spiega la senatrice Monica Cirinnà, responsabile Diritti del Pd, intervenendo in aula alla discussione sulla Manovra.

"I numeri non corrispondono soltanto a somme di denaro", prosegue: "34 è il numero delle bambine e dei bambini che, nonostante la pandemia, sono ancora in carcere. 31 sono invece le loro madri, detenute. 1,5 milioni di euro all'anno, per il 2021, il 2022 e il 2023, la somma che viene stanziata per finanziare quella legge che, da nove anni, prevede che le detenute madri e i loro figli debbano risiedere in case-famiglia protette, per evitare che anche un solo bambino varchi la soglia del carcere". "Il termine per l'adozione del decreto attuativo è di due mesi", spiega la senatrice Pd, certa che "il Ministro Bonafede non ci deluderà e ridurrà al minimo il tempo necessario per "mettere a terra" questo denaro".

Quelle madri e quei bambini reclusi negli istituti penitenziari non possono ridursi a numeri e dati, torna a sottolineare Cirinnà: e "non possono più attendere: ogni giorno in carcere è, per loro, un'esperienza dolorosa e traumatizzante". "Molto c'è ancora da fare - sottolinea la senatrice - a partire dalla rapida approvazione del disegno di legge sull'affettività in carcere".

Si tratta di "un testo sollecitato dai Garanti per i detenuti e per cui come relatrice mi batterò - conclude. Giustizia, legalità e sicurezza non possono esistere se è violata la dignità dei detenuti. Continuare a occuparsi dei diritti non toglie nulla all'efficace gestione dell'emergenza sanitaria e alla ripartenza del Paese. Bisogna tenere assieme gestione dell'emergenza e tutela dei diritti. Non sono separate tra loro, perché unica è la vita delle persone, e tutto si tiene: diritto alla salute, diritti civili, diritti sociali".