di Silvia Fumarola
La Repubblica, 22 settembre 2020
Da mercoledì 23 settembre su Rai 2 la serie con Carolina Crescentini direttrice del carcere minorile a Napoli. Nel cast giovanissimi talenti. "Le cose belle che ti aspettano fuori, non buttarle via" dice il capo delle guardie Carmine Recano al giovane detenuto. Cresciuto in un ambiente difficile, usa l'empatia per far capire ai ragazzi che il carcere deve essere solo una parentesi nella loro vita, che devono riscattarsi.
È un racconto di errori e rinascita, di destino e di scelte, "di assunzione di responsabilità, perché si devono pagare sempre le conseguenze delle proprie azioni", come ripete la direttrice dell'Istituto di pena minorile interpretata da Carolina Crescentini, quella raccontata da Mare fuori, la serie diretta da Carmine Elia girata a Napoli, in onda da mercoledì 23 settembre su Rai 2.
"Realista e non buonista", spiega il regista, "alcuni ragazzi, che sono molto vicini alle famiglie 'di sistema', appartengono a una realtà difficile e hanno scelto la recitazione per evolversi ma vivono in un tessuto sociale complicato. Napoli è un personaggio e non fa da cornice; la storia fa capire come gli adulti siano modelli positivi fondamentali per i ragazzi. Come la famiglia, le istituzioni e tutti noi dobbiamo indirizzare il loro futuro, ma lo Stato spesso manca".
Una storia dura, già definita l'anti-Gomorra perché comunque apre alla speranza. "È dura ma con un fondo melò" dice il vicedirettore di RaiFiction Francesco Nardella "perché pur mantenendo le domande etico morali, la nostra fiction deve essere anche larga, inclusiva. Gomorra è una serie che come spettatore mi piace molto ma come dirigente del servizio pubblico non avrei fatto, perché offre un unico punto di vista". Piccolo dettaglio, è andata in onda su Rai 3.
Gli autori - "Mare fuori" spiega Cristiana Farina, ideatrice e autrice (con Maurizio Careddu) del soggetto della serie "racconta cosa succede quando finisci in carcere e qualcuno si occupa del futuro, di restituire uno sguardo positivo sulla vita e dare un'alternativa. In questi due anni abbiamo fatto tantissime interviste negli istituti minorili e nelle associazioni che si occupano del recupero dei ragazzi, di cui siamo debitori. Li ringrazio, insieme agli educatori e agli agenti penitenziari, che fanno un lavoro spesso mal pagato, ma non perdono mai la presa".
I conflitti - "Interpreto un poliziotto che non si rassegna al destino, vuole cambiare la vita di questi ragazzi" spiega Carmine Recano "comprende il loro stato d'animo: abbiamo lavorato molto sui personaggi e sulle gerarchie all'interno del carcere. Soprattutto all'inizio sono in contrasto con la direttrice, è inflessibile, ma poi anche lei tirerà fuori la sua umanità". Parlare dei ragazzi che sbagliano e si rovinano la vita, è una responsabilità. "Il problema è culturale, ovviamente legato ai contesti in cui si cresce: io credo che la scuola" dice l'attore "abbia un po' perso la centralità. Ne abbiamo discusso anche con i ragazzi, li vedremo durante l'arresto e prima, c'è violenza ma non è una serie sulla camorra. Sono storie di denuncia sociale e di riscatto, affrontiamo l'imprudenza, basta poco per rovinarsi la vita".
Dura, appoggiata al suo bastone per camminare (zoppica e i ragazzi la chiamano "punto e virgola"), Crescentini ha il ruolo della direttrice, donna molto dura: "Si spera che un carcere minorile sia un luogo di passaggio, ripete ai ragazzi concetti semplici: che contano la responsabilità, le regole e che ogni azione ha le sue conseguenze. La leggerezza non esiste, l'incidente è una colpa e nella vita si paga. Il carcere è un luogo che la società tende a dimenticare, le proteste dei detenuti durante il lockdown che aveva impedito i colloqui e i rapporti con l'esterno, devono farci riflettere. La storia del ragazzo che ha bevuto troppo e per fare un selfie fa cadere l'amico, spiega bene come sia facile sbagliare. Ci si può rovinare la vita per una bravata".
Il cast - Bravissimi i giovani interpreti: Valentina Romani, la zingara Naditza che preferisce il carcere a un matrimonio combinato col padre. "Nella fase di preparazione tenevo un quadernino e scrivevo alcune parole chiave per aiutarmi: il personaggio è colorato, con tante sfumature: Naditza è solare e al tempo stesso complessa, come tutti gli adolescenti". Nicolas Maupas è Filippo, ragazzo di buona famiglia milanese, studente di pianoforte al Conservatorio, che per fare un selfie a testa in giù, ubriaco, non riesce a tenere per le gambe un amico che si schianta a terra e muore. "Il percorso che fa è l'accettazione della sua colpevolezza, l'assunzione di responsabilità mentre continua a ripetere: "È stato un errore". È abituato a essere protetto dalla famiglia", racconta l'attore "ad avere un atteggiamento arrogante, imparerà che l'arroganza non porta a niente e che nel carcere esiste una gerarchia molto più forte che all'esterno. Con gli attori abbiamo creato una famiglia, stavamo sempre insieme e mi hanno aiutato sul set.
Si parla in napoletano stretto e a volte non capivo". Massimiliano Caiazzo ha il ruolo di Carmine, detto 'Piecuro', viene da una famiglia di camorristi da cui vuole emanciparsi, ma reagisce senza controllo, uccide un giovane che tenta di violentare la sua ragazza. "Carmine viene da un contesto difficile dal quale cerca di prendere le distanze, si sente un pesce fuor d'acqua rispetto al suo ambiente. È stato bello il rapporto tra noi ragazzi, era la mia prima esperienza, avevo tante ansie ma abbiamo condiviso tutto, la consapevolezza di non essere soli aiuta". Nel cast Giacomo Giorgio, Ar Tem, Vincenzo Ferrera, Antonio De Matteo, Anna Ammirati, Serena de Ferrari, Matteo Paolillo che ha anche realizzato il brano dei titoli della serie 'O mar for. "Vogliamo recuperare il racconto dei giovani e il pubblico giovane", spiega il direttore di Rai 2 Ludovico Di Meo "spero che il cinema italiano si accorga di una nuova generazione di attori".
Le vendite all'estero - Il carcere minorile da cui si vede il mare, a due passi ma lontanissimo per chi vive dietro le sbarre, in realtà è la sede della Marina Militare di Napoli. "Molti si chiederanno: ma la vita del carcere è questa o no?" commenta Roberto Sessa che produce la serie con Rai Fiction "Ci siamo ispirati a Nisida e siamo andati per la nostra strada, stiamo scrivendo la seconda serie. Abbiamo scelto un partner importante distributivo, Beta, che ci ha dato segnali incoraggianti: Mare fuori è stata venduta in Francia, Spagna, Germania, Scandinavia e stanno negoziando con gli Stati Uniti, è una storia universale".










