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di Errico Novi

 

Il Dubbio, 22 ottobre 2020

 

Un sondaggio condotto tra gli over 65 mette in luce difficoltà e abitudini dovute al coronavirus. Sanno di essere quelli che rischiano di più in caso di Covid-19, e ormai sono terrorizzati al punto da aver praticamente azzerato la propria vita sociale.

Hanno paura di finire in ospedale, di essere intubati e di non avere nessuno accanto al momento del trapasso, ma la prima preoccupazione è per i propri cari che hanno paura di poter infettare. È la fotografia che emerge dal sondaggio condotto da Senior Italia FederAnziani su un campione di 645 over 65, per analizzare le paure e le difficoltà che la popolazione "senior" del Belpaese sta incontrando in questo lungo periodo di pandemia, e il livello di fiducia nei decisori politici.

Così scopriamo che, nonostante le difficoltà, gli over 65 hanno imparato a usare tutte le tecnologie disponibili per restare in contatto con familiari e amici. Hanno avuto gravi difficoltà ad effettuare le visite specialistiche in itinere, gli esami diagnostici, gli interventi già programmati, i controlli oncologici e in un caso su tre sono stati costretti a ricorrere a strutture private pagando di tasca propria. Nonostante tutto, poi, si fidano delle istituzioni e tendenzialmente giudicano corrette e utili le azioni e le strategie messe in atto negli ultimi mesi dal governo centrale e dalle Regioni. In dettaglio, più dell'80% del campione è terrorizzato dal Covid, e un intervistato su quattro teme di poter morire (19,8%).

La paura più diffusa è quella di infettare le persone care o essere infettati dai propri familiari (38,6% del campione), seguita da quella di essere intubato (36,4%), di finire in ospedale (34,7%), mentre la possibilità di morire da solo senza i propri familiari accanto spaventa un terzo degli intervistati (30,1%). Uno su cinque soffre una generica incertezza riguardo il proprio futuro (21,9%), teme lo sconvolgimento delle abitudini di vita (21,4%), e per la stessa percentuale lo spettro peggiore è quello della solitudine.

La vita degli over 65 è drasticamente cambiata dall'inizio della pandemia: il 57% del campione ha finito col vivere questi mesi in un lockdown permanente, vedendo ridotta o completamente azzerata la propria vita sociale nella quotidianità; per il 47,4% una delle più pesanti limitazioni è rappresentata dal non poter più viaggiare, per il 36,3% ha pesato soprattutto la difficoltà a contattare i medici e specialisti. Il 28,4% lamenta la difficoltà a incontrare i propri cari, il 19,7% ha sofferto per la mancanza di attività fisica, incluso il ballo all'interno del proprio centro anziani, il 19,4% avuto difficoltà a comunicare con gli uffici pubblici, mentre solo il 12,9% ha dichiarato di non aver riscontrato grandi cambiamenti nella propria vita quotidiana.

Nonostante le limitazioni gli over 65 non hanno rinunciato a comunicare con familiari e amici, e lo hanno fatto prevalentemente attraverso il telefono, fisso e cellulare (70,5%), via WhatsApp (63,4%), di persona anche se con le necessarie accortezze (47,9%), tramite video chiamata (44,3%) attraverso i social network (11,2%) e via mail (10%). Un intervistato su quattro ha qualcuno che si è ammalato di Covid tra i suoi familiari, parenti o amici (25,27%) e tra questi uno su cinque ha dichiarato che questo qualcuno è venuto a mancare a causa del coronavirus.