cuneocronaca.it, 17 maggio 2021
Lo psicologo al carcere di Cuneo pubblica un manuale su come affrontare le difficoltà. La vita sociale e di relazione, con l'esperienza della pandemia, è diventata per tutta l'umanità un carcere a ciel sereno. Lo spiega Angelo Musso con la sua opera recente dal titolo "Resilienza e Benessere", Enigma Editore, Firenze pp, 240, in vendita in libreria ed online a maggio.
Un manuale di psicologia per studenti, insegnanti, educatori, genitori e sanitari, insomma per tutti coloro che hanno necessità o semplicemente vogliono studiare le infinite risorse degli stili di vita dei detenuti alle prese con la permanenza obbligata e dura in carcere.
Studiando attraverso l'esperienza di lavoro in carcere, la vita difficile dei detenuti, l'autore ne ha individuatole strategie psicologiche vincenti e utili per la riorganizzazione sana ed equilibrata del percorso di vita, con la possibilità estesa per tutti, di imparare strategie cognitive e comportamentali, la possibilità di trasformare un evento doloroso o più semplicemente stressante in un processo di apprendimento e di crescita che incontra necessariamente il tema della resilienza.
L'autore, Psicologo specialista ambulatoriale, dopo anni di esperienza in Psichiatria, ha iniziato ad occuparsi di vita carceraria con l'incarico all'Asl Cn1 di Psicologo Penitenziario nel Servizio di Tutela della Salute del Detenuto (anticamente era il Servizio di Medicina Penitenziaria). L'osservatorio e i luoghi di pratica dell'attività di psicologia penitenziaria lo vedono protagonista in tre differenti carceri, la casa circondariale di reclusione di Saluzzo, quella di Cuneo e quella di Fossano.
Angelo Musso racconta che lavorare alla valutazione e al sostegno del benessere della mente del detenuto, affrontando strategicamente le difficoltà dei detenuti nelle fasi di adattamento alla reclusione, gli stati d'ansia, di panico, i livelli di funzionamento del tono dell'umore, l'eventuale ideazione di pensieri forti autolesionistici, anticonservativi, così come prevedere e intercettare i possibili tentativi anticonservativi ed autolesionistici, è un lavoro delicato e tutt'altro che semplice.
Tuttavia, l'autore va oltre, stravolge i termini e luoghi comuni delle ideologie sulla detenzione e pensa che la vita del detenuto possa essere un esempio di lectio magistralis per tutta l'umanità. L'obiettivo, per Musso, diventa studiare le persone in detenzione, all'interno dell'ambiente specifico e in particolare come i detenuti riescono o meno ad adattarsi alle necessarie regole di restrizione della libertà imposte dall'istituzione carceraria.
Questo lavoro di ricerca comportamentale è dunque centrato sull'osservazione della messa in atto di capacità di adattamento al regime detentivo per meglio accettare e affrontare il percorso di reclusione. L'autore studioso e libero ricercatore di Psicologia della Salute a 360 gradi, vanta più di 25 pubblicazioni, ed evidenzia in questa opera il più recente ed importante significato del concetto di salute. Infatti nel 2011 L'Oms ridefinisce il concetto di salute come "la capacità di adattamento e di auto gestirsi di fronte alle sfide sociali, fisiche ed emotive". Tale definizione pone l'accento sulla capacità dell'uomo/persona di convivere con la malattia nelle sue varie fasi e con le difficoltà con spirito di adattamento e con capacità di resilienza.











