di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 settembre 2020
Interrogazione parlamentare di Roberto Giachetti al Ministro Bonafede. La magistratura di sorveglianza spesso non risponde alle istanze dei detenuti, in particolare alle richieste di concessione dei giorni di liberazione anticipata. A denunciarlo è l'esponente del Partito Radicale e presidente di Nessuno Tocchi Caino Rita Bernardini.
Si riferisce a una problematica riscontrata al carcere di Rebibbia, ma che sembra riguardare anche i penitenziari di Parma e di Milano-Opera. Di tale situazione si è fatto portavoce il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti con l'interrogazione parlamentare a risposta scritta rivolta al ministro della Giustizia. Tale atto è anche dovuto dal fatto che il parlamentare, insieme a Rita Bernardini, il 15 agosto 2020 ha visitato la casa di reclusione di Rebibbia, nell'ambito dell'iniziativa del Partito Radicale "Ferragosto in carcere".
"Nonostante le difficoltà causate dalla prolungata e persistente emergenza Covid-19 - si legge nell'interrogazione -, è stato riscontrato un clima disteso dovuto innanzitutto alle notevoli capacità organizzative, di presenza e di dialogo della direttrice, dottoressa Nadia Cersosimo". Ma un problema serio segnalato dai detenuti riguarda i rapporti con la magistratura di sorveglianza che, sottolinea Giachetti nell'interrogazione, "risponde tardivamente e spesso proprio non risponde alle istanze dei detenuti, in modo particolare, alle richieste di concessione dei giorni di liberazione anticipata". Un problema serio perché, come precisa Giachetti, i ritardi della concessione della liberazione anticipata possono compromettere l'accesso alle misure alternative e, nei casi più gravi, la legittima scarcerazione del detenuto.
"L'inefficienza del tribunale e degli uffici di sorveglianza di Roma - prosegue Giachetti - forse dovuta all'enorme carico di lavoro e alla carenza di personale soprattutto di tipo amministrativo, è stata segnalata all'onorevole Rita Bernardini anche da diversi detenuti della casa circondariale di Rebibbia del Nuovo Complesso attraverso email del servizio a disposizione dei reclusi "maidiremail". Problemi che riguarderebbero anche gli uffici di sorveglianza di riferimento delle carceri di Parma e di Milano- Opera.
Poiché lo sconto di pena di 45 giorni ogni semestre, concesso ai detenuti che abbiano tenuto un comportamento detentivo corretto e abbiano partecipato all'opera di rieducazione, raramente viene rigetta-to dagli uffici di sorveglianza, ad avviso di Giachetti "potrebbero prevedersi meccanismi meno farraginosi e complessi". Per questo propone un meccanismo semi-automatico che investa la direzione del carcere la quale, in stretto contatto con i funzionari dell'area giuridico- pedagogica costantemente informati sulla condotta dei reclusi, potrebbe, in caso di assenza di rilievi disciplinari, concedere senz'altro il beneficio.
"Laddove, invece, - spiega Giachetti nell'interrogazione - sussistano a carico del detenuto richiami, rapporti o sanzioni comportamentali, la valutazione dell'istanza resterà di competenza del magistrato di sorveglianza". Quindi si rivolge al ministro per sapere se sia a conoscenza dei problemi segnalati, se sia stato fatto uno screening delle carenze di organico sia dei magistrati de gli uffici e i tribunali di sorveglianza, sia del personale amministrativo e logistico. Chiede anche se abbia messo in moto delle iniziative per risolvere questi problemi e se "siano allo studio iniziative normative per scongiurare i ritardi nella concessione della liberazione anticipata".










