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di Damiano Aliprandi

Il Dubbio, 12 dicembre 2024

Discrepanze nei dati del 2023, 36 i decessi “scomparsi”. Nel labirinto burocratico del sistema penitenziario italiano, si palesa nuovamente una discordanza nei numeri: decine di vite che sembrano dissolversi tra le pieghe delle statistiche ufficiali. Un confronto tra i rapporti del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) e del Garante Nazionale dei Diritti dei Detenuti rivela discrepanze che sollevano interrogativi. Non si tratta solo della questione dei suicidi, già evidenziata negli articoli precedenti. Nell’anno 2023, i numeri parlano da soli. Mentre il Ministero della Giustizia dichiara ufficialmente 122 decessi per cause naturali entro il 31 dicembre, il Garante Nazionale ne conta ben 138, con ulteriori 20 casi in attesa di accertamento. Sommando questi dati, emergono 36 persone che, letteralmente, scompaiono dalle statistiche ministeriali.

Ma non parliamo solo di numeri: dietro ogni cifra c’è una vita, un dramma umano. Nel corso del 2023, le carceri italiane hanno registrato 64 suicidi, 1.806 tentativi di suicidio e ben 11.694 casi di autolesionismo. Ogni statistica è un grido di dolore che echeggia tra le celle. Le aggressioni non sono da meno: 4.971 casi documentati, di cui una parte significativa rivolti contro il personale di Polizia Penitenziaria e amministrativo.

Nell’anno 2024 ormai verso la conclusione, gli eventi critici sono aumentati. Un dato che parla di una tensione crescente, di un sistema sempre più prossimo al collasso. Il Garante lancia l’allarme: il sovraffollamento non è solo un problema di spazi, ma un moltiplicatore di sofferenza. All’aumentare della pressione nelle strutture detentive, crescono esponenzialmente gli ‘ eventi critici’: più persone ammassate in spazi ristretti significa più conflitti, più disagio, più disperazione.

Cosa succede quando questi numeri vengono presentati in sedi internazionali? Il Consiglio d’Europa e gli organismi sovranazionali ricevono report ufficiali che sembrano nascondere più di quanto non rivelino. Le 36 vite ‘scomparse’ non sono solo una questione statistica, ma sollevano interrogativi sulla trasparenza dei dati. Ricordiamo ancora una volta la questione del numero esatto dei suicidi. Il DAP, tramite una nota di precisazione, ha parlato di 79 suicidi nel corso dell’anno.

Ora i nuovi aggiornamenti del Garante Nazionale parlano di 81 detenuti che si sono tolti la vita, mentre Ristretti Orizzonti, che riporta i decessi seguendo le notizie di cronaca, parla di 86 detenuti che si sono tolti la vita. Numeri, quest’ultimi, che confermerebbero il record assoluto dei suicidi negli ultimi trent’anni. Servono risposte chiare: perché questi numeri non tornano? Forse c’è qualche errore da rimediare?