di Michela Allevi
Il Messaggero, 26 gennaio 2020
Fiaccolate in tutta Italia per chiedere verità e giustizia. La madre: "grazie a chi ci sta vicino, non ci arrendiamo". Migliaia di fiaccole per illuminare un silenzio assordante: quello sulla verità, che ancora manca, sul sequestro del ricercatore Giulio Regeni, avvenuto al Cairo, in Egitto, il 25 gennaio del 2016.
Giulio era stato trovato morto una settimana dopo e sul suo corpo c'erano evidenti segni di tortura. Da quel giorno sono passati quattro anni e non ci sono risposte. La procura di Roma, che ha indagato sette agenti dei Servizi egiziani per sequestro di persona, ha aperto una seconda inchiesta per le pressioni ricevute al Cairo dal consulente egiziano della famiglia di Regeni da parte di esponenti della National Security.
Intanto ieri sono state organizzate fiaccolate in tutta l'Italia in ricordo del giovane ricercatore. A Fiumicello, in provincia di Udine, paese natale del ricercatore, sono state appoggiate a terra 4 mila piccole candele, una per ogni anno passato dalla scomparsa di Regeni. Il 25 gennaio 2016 alle 19.41, il giovane inviò il suo ultimo messaggio dal Cairo. Poi, di lui non si seppe più nulla fino al 3 febbraio, quando il suo cadavere fu trovato abbandonato su una strada tra la capitale e Alessandria d'Egitto.
Da quel giorno la famiglia chiede giustizia. C'erano anche i genitori e la sorella di Giulio alla fiaccolata di Fiumicello, con la madre che su Facebook ha ringraziato "chi ci sta vicino". E c'era anche il presidente della Camera, Roberto Fico, che ha ribadito che il caso Regeni è una "questione di Stato che non sarà mai abbandonata, fin quando non otterremo i colpevoli" e ha invitato le istituzioni a "essere un'unica voce".
L'auspicio è che "il 2020 sia l'anno della verità". In piazza, tra centinaia di persone, c'era anche il presidente della Commissione d'inchiesta, Erasmo Palazzotto. I Regeni continuano a chiedere "che questo governo richiami l'ambasciatore dal Cairo. E coinvolga l'Ue nel dichiarare l'Egitto un Paese non sicuro".
A unirsi nel ricordo di Giulio, più di cento piazze italiane: a Roma piazza della Rotonda, davanti al Pantheon; a Torino piazza Castello; a Milano piazza della Scala; a Firenze piazza San Marco; a Bologna piazza Ravegnana; a Napoli piazza del Gesù Nuovo; a Palermo piazza Pretoria; a Trieste piazza della Borsa Mentre l'inchiesta della procura di Roma ora procede su un doppio binario, in Parlamento è stata costituita una Commissione d'inchiesta sulla morte di Regeni: "Abbiamo portato alla luce elementi che fino ad ora non erano stati raccontati - ha spiegato Sabrina De Carlo (M5S) - e a breve procederemo con altre audizioni".
E dopo 4 anni di indagini, tutti chiedono passi avanti. "Lavoriamo incessantemente per la verità. C'è tutto il mio impegno e quello del governo", ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. "Dopo tanti governi passati in 4 anni è vergognoso che ancora non sia stata trovata la verità", ha detto Stefano Pedica (Pd). Per Pietro Grasso (Leu), "fare luce sulla tragedia subita da Giulio e sostenere i genitori vuol dire anche occuparci di nuove generazioni, dei diritti umani, di lavoro, studio e ricerca".
Mentre per Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli-Venezia Giulia, "ricordare il quarto anniversario del rapimento e della barbara uccisione senza che sia stata fatta luce sui fatti e siano stati assicurati alla giustizia i colpevoli indigna e addolora".










