sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Davide Varì

Il Dubbio, 17 giugno 2024

Antigone richiama il governo a intervenire con misure urgenti per contrastare il fenomeno. Nelle ultime 24 ore, quattro persone detenute si sono tolte la vita nelle carceri di Ariano Irpino, Biella, Sassari e Teramo. Questi tragici eventi portano a 44 il numero di suicidi in carcere nei primi cinque mesi e mezzo del 2024, una media di uno ogni tre giorni. Se questa tendenza continuasse, il 2024 potrebbe superare il record negativo del 2022, quando i suicidi furono 85.

Le condizioni nelle carceri italiane - Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, ha definito la situazione dei suicidi in carcere come un’emergenza nazionale. Con oltre 14.000 persone detenute oltre la capienza regolamentare, le condizioni di vita per i detenuti e di lavoro per gli operatori penitenziari sono sempre più difficili. Se una città di 60.000 abitanti avesse 44 suicidi in pochi mesi, sarebbe un’emergenza di primo piano per il governo e il parlamento. Antigone chiede al governo di intervenire con misure che riducano il sovraffollamento carcerario. Tra le proposte, l’introduzione di misure alternative alla detenzione, la liberalizzazione delle telefonate nelle celle e l’assunzione di nuovo personale. Queste misure potrebbero migliorare significativamente le condizioni di vita dei detenuti e ridurre il tasso di suicidi.

La necessità di una modernizzazione delle pene - Gonnella sottolinea l’importanza di modernizzare la pena carceraria, rendendo la vita in carcere più attiva e meno burocratizzata. La riduzione del peso dell’isolamento e l’implementazione di attività educative e ricreative possono contribuire a migliorare il benessere psicologico dei detenuti e prevenire atti di autolesionismo e suicidi. Antigone critica fortemente il ddl sicurezza proposto dal governo, che introduce il reato di rivolta penitenziaria punibile fino a 8 anni di carcere. Gonnella avverte che questa misura potrebbe aumentare il numero di atti di autolesionismo e suicidi, poiché limita le forme di protesta non violenta disponibili per i detenuti.

L’appello finale di Antigone - Antigone invita il governo a ritirare il ddl sicurezza e a concentrarsi su riforme che affrontino le vere cause della crisi carceraria. Interventi strutturali, come la riduzione del sovraffollamento e il miglioramento delle condizioni di vita nelle prigioni, sono essenziali per prevenire ulteriori tragedie e garantire il rispetto dei diritti umani dei detenuti.