di Ilaria Sacchettoni
Corriere della Sera, 13 giugno 2024
La testimonianza di Bonelli (Avs) che effettuò una richiesta di accesso agli atti al ministero e se la vide rifiutare: “Ci chiedemmo come mai sapessero delle conversazioni fra detenuti e deputati dell’opposizione”. Al processo nei confronti di Andrea Delmastro, il sottosegretario alla Giustizia accusato di rivelazione del segreto d’ufficio sulle conversazioni riservate tra detenuti nel carcere in cui era rinchiuso l’anarchico Alfredo Cospito e alcuni capi di organizzazioni criminali, parla il deputato Angelo Bonelli (Alleanza Sinistra Verdi) che effettuò all’epoca una richiesta di accesso agli atti al ministero e se la vide rifiutare: “Ci chiesero (Giovanni Donzelli, in aula, ndr) se fossimo schierati dalla parte dei mafiosi e dei terroristi e ci chiedemmo come mai sapessero di quelle conversazioni avvenute in carcere tra i deputati dell’opposizione e alcuni detenuti. Era evidente che si riferiva a fonti del ministero della Giustizia. Feci un accesso agli atti per conoscere le conversazioni tra Cospito e i parlamentari. Chiedevo se potevo avere copia degli atti per poi divulgarli. Lo chiesi al ministero di Giustizia”.
Russo: “Richieste da Delmastro sulla salute di Cospito” - Bonelli risponde alle domande del procuratore aggiunto Paolo Ielo: “Ricordo che ai sensi della legge 241 del 1990 quegli atti non mi potevano essere messi a disposizione. Ma mi venne dato un estratto della conversazione tra Cospito e i detenuti”. Tocca poi al capo del Dap Giovanni Russo testimoniare sulla vicenda: “Il 13 gennaio 2023 ho assunto il ruolo di capo del Dap e il 29 gennaio è iniziato tutto. Ci interessavamo allo sciopero della fame del detenuto Alfredo Cospito. Ricevo una telefonata da parte del sottosegretario Delmastro che mi chiede informazioni sullo sciopero della fame e sui possibili rischi per la sua salute. Un’iniziativa di protesta che era divenuta di grande attrattiva per la galassia anarchica. Delmastro mi chiede un appunto per poter valutare la situazione. Gli chiedo di formalizzare questa richiesta per iscritto e chiedo ai miei collaboratori di farmi avere una relazione”.
La mail “da riservata, a di limitata divulgazione” - Le arrivò poi la mail del sottosegretario Delmastro chiede il pm? “Si, dispongo che sia trasmesso nella forma della limitata divulgazione. Solo dopo apprenderò che il declassamento da riservato a limitata divulgazione fu determinato dal fatto che la nota fu trasmessa non utilizzando la rete cifrata. Quel documento non era destinato a circolare liberamente. Mi richiamò un collaboratore di Delmastro. In questa telefonata mi fu rappresentata l’esigenza di avere informazioni più corpose. Voleva più dettagli e gli inviai un’altra nota. Si trattava di un atto destinato a persone che devono decidere l’indirizzo politico in base all’incarico che svolgono. Tu destinatario devi leggerla nell’ambito delle funzioni che ti sono proprie. Non poteva circolare liberamente”.











