di Rita Rapisardi
Il Manifesto, 17 settembre 2025
Le pistole elettriche in dotazione alle forze dell’ordine erano state escluse dai bandi. “Uno strumento imprescindibile”, lo ha definito il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, riferendosi al taser. Ma c’è un’altra morte sospetta, questa volta poco fuori Reggio Emilia, in cui un 42enne ha perso la vita. Dopo i due casi, uno a Olbia (dove l’autopsia ha escluso il taser come causa) e l’altro a Genova, che avevano riportato al centro la questione, ora bisognerà attendere l’autopsia sul corpo di Claudio Citro e i rilievi per ricostruire la dinamica dei fatti e chiarire se esiste legame o meno tra il decesso e l’utilizzo del dispositivo elettronico.
Piantedosi, una settimana fa, al question time alla Camera ha annunciato che il Viminale sta lavorando a una gara per acquisire altre 4.780 pistole a impulsi elettrici per le forze dell’ordine, informando che la procedura di gara svolta nel 2024, si era conclusa “con l’esclusione dell’unico partecipante, a causa della non aderenza dell’offerta tecnica presentata dall’impresa al capitolato”.
Piantedosi però non ha fatto riferimento all’azienda, si tratta della Axon, di origine statunitense, inventrice del taser, che fornisce a oltre 100 paesi, compresa l’Italia. I modelli prodotti da Axon sono gli unici in mano alle forze dell’ordine.
L’appalto in questione, una gara europea per la fornitura di 10.300 armi a impulsi elettrici, 2300 per la Polizia, 8000 per i Carabinieri, è stata pubblicata il 17 settembre 2024, per un valore stimato complessivo dell’accordo della durata quadriennale di 61,7 milioni di euro, a cui vanno aggiunte eventuali opzioni, modifiche, pari a 12,3 milioni per un importo complessivo di 74 milioni.
I test effettuati il 4 e 5 marzo 2025 al Banco nazionale di prova a Gardone Val Trompia, in provincia di Brescia, hanno bocciato Axon perché “l’offerta tecnica non risponde alle caratteristiche minime tecnico-funzionali”, come si legge nella relazione del ministero dell’Interno dell’aprile scorso.
Durante le prove balistiche e di resistenza previste nel test di accuratezza sono stati riscontrati difetti sia da tre metri, sia da sette metri: “Riprovando più volte ad azionare il grilletto, il dispositivo non era in grado di sparare. La prova è stata sospesa ed è stato necessario spegnere il dispositivo”, si legge nelle carte. Inoltre in diversi casi il display mostrava un numero di dardi maggiore o minore di quelli effettivamente presenti nel caricatore. Riscontrati errori anche nei test di efficienza che riguardano il sistema di memorizzazione: nello specifico, tramite il software dedicato, è stato effettuato il download del report delle attività svolte che però presentavano incongruenze, come non l’aver mostrato i colpi che avevano fallito lo sparo. C’è poi anche la questione che riguarda il mancato aggancio dei dardi al bersaglio, diventando potenzialmente pericolosi per i cittadini e per gli stessi agenti, come ad esempio è avvenuto di recente nel caso di una morte sospetta fuori Genova, dove il taser è stato usato tre volte, nella prima è stato colpito anche un Carabiniere di striscio.
Non è la prima volta che Axon viene esclusa, sia nel 2019 che nel 2021 le due gare indette sono andate a vuoto dopo che l’azienda di origine statunitense era stata respinta per “non conformità delle stesse ai requisiti ed ai parametri prestazionali previsti”. Ma il giorno dopo l’ultima esclusione, il ministero dell’Interno ha pubblicato un nuovo documento, una fornitura d’urgenza, questa volta una procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara: l’appalto va “all’offerta economicamente più vantaggiosa”, senza test. Se l’aggiudica Axon, che diventa la prima e unica azienda a fornire taser in Italia, con 4482 dispositivi.
L’azienda interpellata dal manifesto non ha rilasciato per il momento dichiarazioni. Intanto a Genova la sindaca Salis ha deciso di abbandonare la sperimentazione dell’arma avviata nel 2022 ed arenata nel 2024, sotto la giunta Bucci, con due dispositivi, mentre il Partito radicale invoca una commissione d’inchiesta. Intanto dal governo il sottosegretario leghista all’Interno Nicola Molteni, da quello stesso ministero che ad aprile ha bocciato Axon, annuncia che i taser non saranno mai bloccati.











