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di Carmelo Musumeci

Il Dubbio, 1 febbraio 2023

Il dibattito ha preso una strana piega: prevale la superficialità. Si sa, i massi media danno notizie, ma non fanno informazione corretta, per questo l’opinione pubblica è scarsamente e male informata sulla giustizia, sulle carceri e sulla criminalità organizzata.

In questo periodo gli organi di informazione si occupano principalmente di mafia e antimafia e spesso lo fanno così male che non si capisce se sono peggio i mafiosi o certi professionisti dell’antimafia (non tutti, perché non bisogna mai generalizzare). Per questo consiglio spesso d’informarsi, ma subito dopo di ragionare con la propria testa.

Alcuni “esperti” dell’antimafia nelle loro dichiarazioni hanno paventato l’ennesima trattativa per l’arresto di Matteo Messina Denaro. Non posso escluderlo, ma se c’è stata era sicuramente a sua insaputa, perché conosco la cultura e la mentalità mafiosa e non si sarebbe mai fatto arrestare senza prima togliere il Viagra da casa, dato che i mafiosi ci tengono molto a mantenere l’onore della loro mascolinità. La verità a volte è banale e si nasconde nei dettagli.

Altri esperti dell’antimafia hanno paventato anche che il risultato dell’arresto di Matteo Messina Denaro sia frutto dell’abolizione dell’ergastolo ostativo. Bufala ancora più grossa, perché non solo non è stato abolito l’ergastolo ostativo ma con la nuova legge è diventato ancora più ostativo: basti pensare che con questa nuova norma io non sarei mai potuto uscire, perché non viene dato più alcun rilievo all’impossibilità di collaborare con la giustizia. Inoltre, adesso con la nuova legge, per accedere alla liberazione condizionale bisogna scontare non più 26 anni, ma 30 anni di detenzione e la durata della correlata libertà vigilata è raddoppia, da 5 a 10 anni.

Diciamo pure che se c’è stata trattativa sull’arresto di Matteo Messina Denaro i mafiosi non hanno fatto certo un buon affare. Molti “autorevoli” personaggi scrivono e parlano di mafia senza conoscere minimamente l’argomento. Non sanno, per esempio, che certi mafiosi di spessore sono favorevoli all’ergastolo ostativo e al regime di tortura democratico del 41 bis, perché avere un loro esponente al carcere duro e condannato all’ergastolo ostativo dà prestigio alle famiglie mafiose di cui fanno parte.

In più di un quarto di secolo di carcere che ho scontato, alcuni mafiosi hanno sempre mal visto il mio attivismo per l’abolizione dell’ergastolo e del regime di tortura del 41 bis. E che dire sulla mancata solidarietà sullo sciopero della fame dell’anarchico Alfredo Cospito da parte dei mafiosi detenuti al carcere duro? Diciamoci la verità: ormai si scrive e si parla in televisione di mafia come tifosi al bar dello sport.

Il 41 bis nasce dopo le stragi per non dare la possibilità ai boss di dare ordini dal carcere (a parte che dopo l’arresto di un boss ce n’è subito un altro che prende il suo posto, non potrebbe essere altrimenti), ma tutti, o quasi, sanno che per gli anarchici non ci sono poteri buoni e che non danno e non ricevono ordini da nessuno. Sono contro qualsiasi organizzazione lecita o illecita, quindi: Alfredo Cospito dal carcere a chi dovrebbe dare ordini se un anarchico che si definisce tale non ha nessuna organizzazione?