di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 5 luglio 2021
Dai pestaggi di massa nel carcere di Santa Maria Capua a Vetere, agli spari sui migranti in mare ad opera della Guardia costiera libica finanziata dall'Italia, ormai sembra che la realtà "esista" solo quando ad attestarla c'è la prova-tv. No video, no party. Ma non necessariamente è un sintomo di buona salute dell'informazione e, quindi, della democrazia. Dai pestaggi di massa nel carcere di Santa Maria Capua a Vetere, agli spari sui migranti in mare ad opera della Guardia costiera libica finanziata dall'Italia, ormai sembra che la realtà "esista", cioè sia ammessa ad essere convenzionalmente presa in considerazione dalla collettività, soltanto quando ad attestarla spunti la prova-tv.
Se no, senza "Var", si fa tutti tranquillamente finta - società e politica - di non saperne niente. Anche se magari già quasi tutto sulla spedizione punitiva in carcere era stato scritto addirittura nove mesi fa (proprio da Nello Trocchia su Il Domani) senza che quasi nessuno facesse una piega. E anche se magari l'ipocrita velo sul vero impiego delle vedette italiane donate alla Libia era stato strappato già tante altre volte, dai testimoni raccolti su Avvenire da Nello Scavo o dai tracciati radar marittimi studiati a Radio Radicale da Sergio Scandura, sempre senza che nessuno si stracciasse le vesti.
Ora, in entrambi i casi, a infrangere "l'invisibilità" arrivano i video. Dietro e prima dei quali, però, tocca per converso scorgere l'incrinarsi dell'alleanza fiduciosa tra la collettività e i suoi mezzi di informazione; e constatare l'inaridirsi degli strumenti di controllo parlamentari, ridotti a stanco rito di interpellanze insoddisfatte dà risposte evasivamente burocratiche, "tassa" di routine sbrigata dal ministro o sottosegretario di turno. Sarà pur vero che, come ama motteggiare il ministro della Giustizia francese Eric Dupond-Moretti con calambour mutuato invero dal regista Michel Audiard, "la giustizia è come la Santa Vergine: se non appare per troppo tempo, il dubbio serpeggia".
Ma, in fondo, nel Vangelo vero sta pure scritto "stendi la tua mano nel mio costato e non essere più incredulo ma credente!": sommesso invito alla fede nel giornalismo, che forse non sono immeritevoli di rinnovare all'opinione pubblica l'apprezzamento per quanti si sforzano ancora di raccontare realtà impopolari, e di farlo anche e soprattutto quando non esiste la "Var" a segnalare il fuorigioco di chi vorrebbe occultarle.











