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di Lorenza Cerbini

Corriere della Sera, 18 maggio 2022

Il progetto “Corrispondenze immaginarie”. Mariangela Capossela ridà vita a un secolo di missive scritte dai pazienti e mai spedite. Una casella postale speciale e una proposta ai lettori.

Carissima moglie, Sono con questa mia Lettera perfatti assapere lottimo stato d mia Assalute lo sto bene E Così spero di te, Riguardo ha male stai Contenta sono Guarito persempre. Pero non mi Vuogiano anchora Rimandare te Stai allegra ha momento tu averai letto Parti subibito. Intutti Emodi Portami Cappotto Malia di Lana Muotande E Lire, 25 N. 3 tordi arrosto e Cotti da XXX. E Te una strinta di mano E credimi Per sempre Tuo Aff.mo Marito”.

La lettera è datata 21 gennaio 1906. Chi scrive è rinchiuso nel manicomio di Volterra. Il suo nome uno dei tanti in una struttura capace di ospitare fino a cinquemila ospiti. “Era il più grande manicomio d’Italia. Iniziò l’attività nel 1887 e fu chiuso nel 1978 per effetto della legge Basaglia”: l’artista Mariangela Capossela riapre così il vaso di Pandora su un pezzo doloroso d’italica storia.

Gente scomoda - “Volterra - dice - è marcata dalla reclusione. Da una parte il carcere cittadino situato nell’inespugnabile fortezza medicea. Dall’altra la cittadella dell’antico manicomio. Accolse gente da tutta Italia. C’erano i malati psichici, ma anche gli oppositori politici, gli omosessuali, le ragazze madri, le mogli abbandonate. Gente anche scomoda, insomma, che nelle missive inviate alle famiglie chiede informazioni, si lamenta, vuole ricevere denaro e viveri. Vuole comunicare con l’esterno. Le risposte però non sono mai arrivate. Quelle lettere, infatti, non venivano mai spedite, finivano dentro le cartelle cliniche. Un violento atto di censura per mettere a tacere la follia, i desideri, i sogni e le speranze”.

“Corrispondenze Immaginarie (Ci)” è il progetto di arte pubblica partecipata che Mariangela Capossela (vive da anni in Francia e realizza progetti di arte sociale tra cui Trenodia, presentato nel 2019 in tre regioni del Sud Italia sulla riattualizzazione della lamentazione funebre collettiva) sta realizzando per Volterra22, prima Città toscana della cultura (il programma nel sito www.volterra22.it).

Dialogo civile - Il tema scelto per lo sviluppo del percorso progettuale è “Rigenerazione umana” e nel giorno dell’apertura dell’anno Volterrano, Capossela ha iniziato a “liberare le lettere mai inviate per rompere i confini della reclusione e creare un dialogo civile interrotto”. Nel 1981 alcune sono state raccolte nel volume Corrispondenza Negata. Epistolario della nave dei folli (a cura di C. Pellicanò, R. Raimondi, G. Grimi, V. Lusetti e M. Gallevi, Ed. Del Cerro 2008, prima edizione Pacini 1981). “Gli originali purtroppo sono stati perduti”, dice Capossela mentre copia a mano alcuni testi: “La dimensione manuale è parte pregnante del progetto”. Un ritorno alla penna, al ritmo lento del gesto di trascrizione, alle macchie d’inchiostro, agli scarabocchi, all’io che diventa forma alfabetica.

Capossela interpreta la corrispondenza immaginaria come un fluire di energia da persona a persona che si fonda su un principio di dono e di scambio, delle lettere ma anche delle identità. Nella cittadina toscana è stata aperta una casella postale dedicata e destinata a raccogliere le missive di ritorno, innestando così “un processo di memoria viva intorno alla cura psichiatrica e una riflessione dinamica su normalità e anormalità, malattia e reclusione nella nostra società attuale”.

Concerto - Le prime ventidue lettere sono già state spedite, consegnate a Roberta Santini, direttrice dell’ufficio postale di Volterra. Una è stata letta durante la serata di apertura dell’anno volterrano in occasione del concerto di Vinicio Capossela (il cantautore ha tenuto una doppia performance, prima all’interno del carcere con la compagnia teatrale La Fortezza, poi nel teatro cittadino). In un’azione simbolica, Mariangela ha gettato la camicia di forza indossata dal fratello che stava interpretando un’apposita canzone. Le lettere trascritte (si parte da 365) verranno inviate a chi desidererà riceverle. Una porzione è anche riservata ai lettori del Corriere della Sera - Buone Notizie. Chi intende partecipare al progetto, può inviare richiesta e indirizzo al numero whatsapp 371-5307708, impegnandosi a rispondere entro il 31 dicembre 2022.

Come progetto d’arte pubblica partecipata “Corrispondenze Immaginarie (Ci)” prevede in particolare di coinvolgere più soggetti. “Nella settimana tra il 6 e il 12 giugno, nelle aree esterne dell’ex ospedale psichiatrico San Girolamo oggi in stato di abbandono - dice Capossela - si terranno tre scrittoi pubblici. Il pubblico copierà alcune lettere su un grande rotolo che poi verrà tagliato in unità singole che saranno imbustate e spedite”. Coinvolti anche gli studenti del Liceo Carducci di Volterra. Info su www.corrispondenzeimmaginarie.it.