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di Davide Vari

Il Dubbio, 18 luglio 2026

Chi oggi chiede la grazia per Roggero dovrebbe quantomeno considerare che il gioielliere non si limita a chiedere comprensione per il proprio gesto, ma la sua legalizzazione postuma: non più legittima difesa, ma licenza di uccidere. Difendere l’indifendibile è sempre stata una delle specialità più seducenti della politica italiana. Ma qui si va oltre: si pretende di trasformare in una “causa civile” l’uccisione di due rapinatori in fuga, come se il diritto alla difesa comprendesse anche il diritto all’inseguimento, alla vendetta e all’esecuzione. E chi oggi chiede la grazia - a cominciare dai ministri del governo Meloni - dovrebbe quantomeno considerare che il gioielliere condannato a quattordici anni per il duplice omicidio dei due rapinatori, non si limita a chiedere comprensione per il proprio gesto. No, nulla di tutto questo: il signor Roggero ne reclama, in sostanza, la legalizzazione postuma.

Vorrebbe che lo Stato dicesse: hai fatto bene, e chiunque si trovi nelle stesse condizioni potrà fare altrettanto. Non più legittima difesa, dunque, ma licenza di uccidere chi ha commesso un reato ed è in fuga. Ma attenzione: che il protagonista di questa vicenda continui a rappresentarsi come un giustiziere è un fatto umano, perfino prevedibile. Il fatto politico, assai più grave, è che ministri, leader e aspiranti statisti si mettano in fila per conferirgli una patente morale, trasformando una condanna definitiva in una battaglia politica.

Del resto, quell’omicidio non è nato nel vuoto, ma in un preciso clima politico che, negli anni di Salvini al Viminale, aveva seminato un’idea semplice e terribile: chi spara al ladro è sempre dalla parte giusta. E poco importava se il pericolo fosse cessato, se l’aggressore fosse in fuga e se il colpo fosse sparato alle spalle. Prima la pistola, poi il codice. Un equivoco, per così dire, che oggi presenta un conto salatissimo. Per i due rapinatori morti ammazzati, naturalmente, ma anche per quel gioielliere che è caduto dritto dritto nella propaganda da far west di allora. E a noi non resta che affidarci al presidente Mattarella.