di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 11 giugno 2022
L’ex presidente del Tribunale di Bologna Francesco Maria Caruso è appena andato in pensione, dopo aver firmato la storica sentenza di condanna, in primo grado, per il presunto quinto esecutore della strage del 2 Agosto. Dalle vacanze spiega perché “alcuni dei quesiti referendari sono irrilevanti, altri pericolosi”.
“La separazione delle funzioni di fatto apre le porte alla separazione delle carriere senza le dovute modifiche costituzionali. Si creano due ordini separati e incomunicabili sotto un unico organo di autogoverno. Se non c’è osmosi di tecniche, esperienza, cultura c’è il rischio che il pm perda autonomia e a lungo andare finisca sotto il controllo politico. La separazione delle carriere è ormai avversata in tutta Europa, basti vedere le critiche della Commissione Europea alla Polonia dove il pm non è più indipendente. Io sono dell’idea che un magistrato ha un’esperienza completa se è stato requirente e giudicante”.
Ha una lunga carriera di giudice alle spalle, non si è mai sentito in imbarazzo a trovare suoi colleghi nei panni dell’accusa?
“No, mai, anzi è la comune formazione che ci permette di non sentirci intimiditi”.
Della custodia cautelare c’è stato un abuso?
“Limitare questo strumento è una follia. Non potremo più mettere in carcere spacciatori, ladri d’appartamento, bancarottieri seriali. Chi va in carcere preventivo per pericolo di recidiva è chi ha alle spalle pagine e pagine di precedenti. Contro queste persone la prospettiva della pena non è un deterrente, perché sappiamo che con la continuazione del reato dopo il terzo o quarto episodio ottieni la stessa condanna e allora l’unico modo per evitare che commetta altri reati è il carcere. È assurdo che quest’abrogazione venga proposta da una forza politica che ha sempre fatto di parole come “ordine” e “legalità” i suoi slogan”.
La legge Severino ha prodotto casi di politici decaduti dopo la condanna in primo grado e assolti poi in Appello...
“Un Paese come il nostro con alti tassi di abusi e corruzione ha bisogno di una legge simile. E poi il quesito propone un’abrogazione totale anche nei casi di incandidabilità per sentenze definitive. Dovremmo capire che se ti esponi in politica i magistrati non ti vengono dietro perché hanno dei doppi fini ma se ci sono degli elementi per indagare. Non siamo un Paese cristallino e trasparente, bisogna prenderne atto e non possiamo lasciare il Paese in mano ai corrotti”.
Anche la magistratura però ha mostrato i suoi lati meno edificanti...
“I magistrati hanno fatto errori ma questa non può essere una strumentalizzazione per un liberi tutti. Sembra che alcune forze sociali stiano approfittando della scarsa serietà di una parte di magistratura nel gestire le carriere per ridimensionare il controllo di legalità. Come dire. “avete sbagliato quindi non potete giudicarci”.










