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di Francesca Spasiano

 

Il Dubbio, 22 aprile 2021

 

Non solo numeri: il bilancio 2020 della Corte Costituzionale è fatto soprattutto di innovazione e scelte coraggiose. E certo anche di cifre, con le quali si documenta "la produttività" della Corte che non ha subito contraccolpi nonostante le difficoltà imposte dall'emergenza sanitaria. Con un'iniziativa editoriale, pensata "sul modello di altre Corti nel mondo", la Consulta dà conto della propria attività attraverso un annuario - il primo - disponibile da ieri sia in versione digitale che cartacea, e in doppia lingua (inglese e italiano).

Si tratta di 48 pagine in cui riassumere i mesi assai difficili della pandemia, e poi della ritrovata "normalità", attraverso "mezzi e metodi propri del resoconto contemporaneo": numeri, grafici, fotografie, link e approfondimenti. Strumenti che certificano anche l'impegno della Corte nella "sfida della multimedialità" con l'inaugurazione, nel 2020, di un profilo Twitter e di una libreria di podcast. La pubblicazione anticipa, ma non sostituisce, la consueta Relazione del presidente della Corte, che si terrà il 13 maggio alla presenza del presidente della Repubblica e delle più alte cariche dello Stato. In apertura troviamo un'intervista al presidente Giancarlo Coraggio che racconta di "una Corte sempre più "dentro" la realtà".

Due i passaggi chiave, richiamati dal presidente Coraggio: il ruolo fondamentale della Consulta nel sollecitare l'attività del legislatore e "l'emergere con forza di nuovi diritti fondamentali privi di tutela". "Mi rendo conto che, specie nell'attuale situazione politica, il Parlamento si trova di fronte a impegni non meno delicati e rilevanti. Tuttavia la Corte non finirà mai di sottolineare la necessità di un migliore raccordo tra le due Istituzioni", spiega Coraggio.

"È un fatto - sottolinea il presidente che i numerosi moniti con cui la Corte ha chiesto al legislatore di intervenire sono aumentati e sono in gran parte rimasti inevasi". I numeri parlano chiaro: i moniti al legislatore sono passati da 20 a 25 nel solo 2020, con la più recente pronuncia sull'ergastolo ostativo che fissa il termine per l'intervento del Parlamento.

"La pandemia non frena l'efficienza": il 2020 in cifre - Netto calo dei tempi del processo e riduzione delle pendenze. Nessuna frenata, con l'emergenza Covid, dell'efficienza della giustizia costituzionale: sono 281 le decisioni adottate dalla Consulta nel 2020 - 10 in meno del 2019 - ma, anche se la domanda è lievemente inferiore rispetto al 2019, la Corte conferma la sua "produttività". Il 2020, infatti, è iniziato con 314 giudizi pendenti: nel corso dell'anno ne sono arrivati 332 e ne sono stati definiti 342: il saldo finale è di 304 giudizi pendenti, e segna un - 3,2% rispetto al 2019. Si riduce, in particolare, la pendenza dei giudizi incidentali. Inoltre, è netta la riduzione dei tempi di risposta, i più bassi dal 2016: dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale delle ordinanze in via incidentale fino alla trattazione in udienza passano in media 226 giorni.

Le decisioni - "Processo penale, reati e sanzioni, lavoro, famiglia, ambiente, imposte e molte altre ancora sono le materie nelle quali è intervenuta la Corte nel 2020", spiega la Corte. Si prendano a titolo esemplificativo le decisioni su famiglia e tutela dei minori: "L'identità personale del figlio, secondo la Consulta - si legge nell'annuario - non è correlata esclusivamente alla verità biologica ma anche ai legami affettivi e personali sviluppatisi all'interno della famiglia: la sentenza n. 127 "salva" quindi la legittimazione a impugnare il riconoscimento del figlio, consapevolmente falso, purché il favor veritatis venga bilanciato con altri valori". E ancora: "Con la sentenza n. 230 - spiega la Consulta - viene invece lasciato al legislatore il riconoscimento dell'omogenitorialità all'interno di un rapporto tra due donne unite civilmente, anche per realizzare una migliore tutela dell'interesse del bambino".

Composizione - Il 2020 è anche l'anno del cambio del 20 per cento del Collegio della Corte Costituzionale e di tre avvicendamenti alla presidenza. Da Marta Cartabia - prima donna alla guida della Consulta e oggi ministra della Giustizia - si è passati all'elezione di Mario Rosario Morelli a cui è succeduto, lo scorso dicembre, Giancarlo Coraggio. Mai così tante le donne nella storia della Corte, che con l'elezione a dicembre 2020 di Maria Rosaria San Giorgio nel collegio, sono diventate quattro.