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di Silvio Buzzanca e Annalisa Cuzzocrea

 

La Repubblica, 5 giugno 2019

 

Atteso un documento di maggioranza per concedere un contributo ponte di 4 milioni. Svolta nella vicenda di Radio Radicale. Domani la maggioranza di governo potrebbe presentare una mozione che prevede di concedere all'emittente quattro milioni di euro come misura ponte in attesa di nuove norme sulla trasmissione dei lavori parlamentari.

Nel testo ci sarebbe anche lo slittamento del via ai tagli alla legge sull'editoria dal primo gennaio al primo febbraio 2020. E questo darebbe respiro finanziario all'emittente consentendo l'erogazione dei contributo per il 2019. La svolta sarebbe arrivata su iniziativa del ministero dello Sviluppo economico e di Luigi Di Maio che avrebbe fatto pressioni sul sottosegretario Vito Crimi, sempre contrario a qualsiasi ipotesi che impedisca la chiusura di Radio Radicale. Del resto Di Maio, durante la campagna elettorale per le Europee, aveva detto che si sarebbe occupato della questione dal 27 maggio.

I leghisti, invece, da tempo sono schierati per trovare una soluzione alla chiusura della radio. Massimiliano Mollicone, il deputato leghista che ha presentato l'emendamento al decreto Crescita pro Radio Radicale, spiega che "si lavora per cercare una soluzione temporanea in attesa di rivedere tutto il quadro generale".

Secondo il deputato la soluzione nasce dalle motivazioni con cui il presidente della Camera Roberto Fico ha spiegato le difficoltà a prorogare una convenzione che è scaduta. Un ostacolo che si pensa di superare passando, sempre nel decreto Crescita, dalla proroga della convenzione con il ministero dell'Economa all'erogazione di un contributo ad hoc che copra tutto il 2019.

La questione sarebbe stata oggetto ieri di confronto fra leghisti, - favorevoli a fare arrivare fino a dicembre Radio Radicale - e i grillini, durante un tavolo convocato per discutere i dettagli dei decreti in discussione alla Camera e al Senato. Novità nella complessa vicenda, oggetto di una grande mobilitazione del mondo dell'informazione e della società civile, si erano registrate anche in mattinata. Le commissioni Bilancio e Finanze della Camera, impegnate nella discussione del dereto Crescita, avevano infatti riammesso alcune parti degli emendamenti su Radio Radicale.

Un passo che era stato letto come la volontà di ripristinare il finanziamento del fondo per il pluralismo, visto che la formulazione sembra prendere in considerazione proprio il profilo di Radio Radicale. In pratica la novità si riassumerebbe, come detto, nello spostamento al primo febbraio 2020 dell'entrata in vigore del taglio, che permetterebbe alla radio di ricevere i soldi per il 2019. Domani, comunque, si discuterà al Senato di Radio Radicale, con le mozioni presentate dalle opposizioni che intendono dare battaglia. "Finalmente voteremo e sarà chiaro al Paese chi vuol difendere la democrazia e la libertà e chi invece non vuole farlo", dice il capogruppo del al Senato Andrea Marcucci.