La Sicilia, 15 giugno 2026
Un ponte culturale tra le sponde del Mediterraneo costruito attraverso la lettura. È stato inaugurato alla casa circondariale il progetto “Kutub Hurra” (“Libri Liberi”), iniziativa finalizzata a promuovere inclusione, crescita culturale e integrazione dei detenuti arabofoni. L’evento, curato dal capo area trattamentale, Maria Stella, e dal funzionario della mediazione culturale, Veronica Raniolo, ha visto la partecipazione dell’assessora alle Politiche per l’inclusione del Comune di Ragusa, Elvira Adamo, di Mohamed Daoudy dell’associazione “Un Ponte Per” Ets di Roma e di Fethia Bouhajeb, presidente dell’associazione interculturale “Uniti Senza Frontiere” di Ragusa.
“Dopo la stipula di una apposita convenzione tra la direzione della casa circondariale di Ragusa, nella persona del dott. Santo Mortillaro, e le associazioni ‘Un Ponte Per’ e ‘Uniti Senza Frontiere - dichiara la dottoressa Stella - sarà avviato il progetto, che rappresenta una interessante iniziativa che ha finalità di creare un ambiente penitenziario più inclusivo per i detenuti di lingua araba”. Il progetto prende avvio grazie alla donazione di cento libri in lingua araba destinati ai detenuti. “Alla donazione di 100 libri in lingua araba - aggiunge la dottoressa Raniolo - seguiranno altre attività, come gruppi di lettura condivisa, commenti e riflessioni su brani di prosa e di poesia”.
Nel corso dell’incontro, Mohamed Daoudy ha ricordato come “Kutub Hurra” sia nato dall’esperienza della rivoluzionaria tunisina Lina Ben Mhenni e abbia già ottenuto importanti risultati educativi in diversi istituti penitenziari. L’assessora Elvira Adamo ha rivolto ai detenuti un messaggio di incoraggiamento, invitandoli a riflettere sul proprio percorso di vita e sull’importanza di compiere scelte orientate al lavoro, allo studio e alla costruzione di un futuro migliore. “Siamo onorati di collaborare con la casa circondariale e con ‘Un Ponte Per’ in questo progetto volto a costruire insieme la pace - ha affermato Fethia Bouhajeb - Questi libri sono strumenti preziosi”. Un ringraziamento è stato infine rivolto al comandante del reparto di polizia penitenziaria, Claudio Iacobelli, per il supporto organizzativo e l’attenzione dimostrata.










