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Il Sole 24 Ore, 23 febbraio 2015

 

E stata una delle dieci cooperative sociali che il 15 gennaio scorso hanno perso la gestione del servizio della mensa carceraria, ma non chiuderà come successo ad altre. Anzi, è pronta a investire in nuovi settori: stiamo parlando della coop "Sprigioniamo sapori", partner di "La città solidale", consorzio aderente al gruppo cooperativo Cgm e presente nel penitenziario di Ragusa da più di un decennio.

Con 160 mila euro dì fatturato per le attività collaterali alla distribuzione dei pasti (di cui 80mila per il servizio di catering all'esterno) "siamo pronti a rimboccarci le maniche e a ripartire dopo 1o stop al servizio mensa", come spiega Aurelio Guccione, presidente di "Sprigioniamo sapori". L'organizzazione è nata ufficialmente nel 2013 (sulla scia dì un progetto di formazione culinaria finanziato dal Fondo sociale europeo) con laboratori di produzione di torroni e altri prodotti dolciari, che oggi vengono venduti su tutto il territorio nazionale.

"Ora sono rimasti tre ide-tenuti dipendenti in pasticceria - sottolinea Guccione, un'attività che fin dall'inizio ha camminato con le proprie gambe e che ora dovremo necessariamente ampliare, per esempio puntando anche sulle creme spalmabili, che finora non avevamo trattato".

Nelle varie lavorazioni legate alla produzione di dolci la coop utilizza materie prime provenienti dal l'agricoltura biologica e, quando possibile, a chilometro zero, che entrano in carcere per essere lavorate nei locali della pasticceria (separati dalle cucine, dove vengono preparati i pasti per i detenuti ).

"Le conseguenze dello stop sono state inevitabilmente negative - sottolinea il presidente di "Sprigioniamo sapori", ma il Dap si è comunque messo a disposizione per ogni necessità logistica relativa alle nostre attività", mentre, anche dal punto di vista del finanziamento di nuovi progetti, farà da tramite tra le imprese sociali e la Cassa delle ammende, l'ente preposto a erogare contributi per quei progetti assimilabili a una start up che nel giro di un certo periodo di tempo si rendano auto-sostenibili.

Sprigioniamo sapori ha già in mente i progetti per cui chiedere i finanziamenti: "Oltre all'ampliamento delle lavorazioni di pasticceria - spiega Guccione, vogliamo attivare un percorso imprenditoriale dì falegnameria e un servizio di manutenzione di una masseria che abbiamo a disposizione".