sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Lorenzo De Cicco

La Repubblica, 14 novembre 2022

La proposta di legge degli azzurri alla Camera, a prima firma Barelli: sanzioni amministrative, ma non c’è un nuovo reato. Il capogruppo Cattaneo: “Noi garantisti, il testo del governo è da migliorare”.

Non un nuovo reato per punire i rave (niente carcere fino a 6 anni, come prevede il contestato decreto sfornato dal governo Meloni), ma maxi-sanzioni da 100mila a 200mila euro per chi li organizza e multe per i partecipanti. È la ricetta di Forza Italia per contrastare i raduni musicali illegali. E si discosta non poco dal testo licenziato da Palazzo Chigi. La proposta di legge è stata presentata alla Camera dai parlamentari azzurri il 31 ottobre. Casualità, lo stesso giorno in cui il Consiglio dei ministri varava la stretta, che introduce l’articolo 434-bis del codice penale, con la creazione di un nuovo reato, “invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l’ordine pubblico”, e pene da tre a sei anni di reclusione, più una multa da mille a 10mila euro per gli organizzatori.

Da subito il partito di Silvio Berlusconi ha avanzato dubbi sulla formulazione del testo. Sia per la durata della pena in carcere, che in questo modo consente le intercettazioni (“non possiamo intercettare i ragazzini”, si è sfogato già in Cdm il vicepremier Antonio Tajani), sia sull’enunciazione troppo lasca del reato, che consiste nella semplice “invasione di terreni o edifici altrui, pubblici o privati, commessa da un numero di persone superiore a cinquanta”. In questo modo, secondo l’opposizione, potrebbero essere puniti anche sit-in, manifestazioni, occupazioni dei liceali.

FI chiede dunque correttivi. L’ha già fatto capire il vice-ministro azzurro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto. E la pdl presentata a Montecitorio fornisce un’alternativa al progetto di Meloni e Salvini. La proposta, si legge nel testo, “si applica ai raduni a carattere musicale organizzati in spazi, aperti o chiusi, non attrezzati ovvero non destinati al pubblico spettacolo, comunemente denominati “rave party”, che presentano rischi per la sicurezza dei partecipanti a causa della mancanza di allestimenti o per la particolare configurazione del luogo nel quale si svolgono”.

Agli organizzatori dei rave viene chiesto di dare comunicazione dell’evento alla questura, “almeno trenta giorni prima”, e di garantire un presidio medico, addetti alla sicurezza, servizi igienici, un circuito di raccolta dei rifiuti. Chi non rispettasse queste indicazioni, soprattutto chi organizza i rave illegalmente, sarebbe punito non col carcere, “salvo che il fatto non costituisca reato”, ma con sanzioni amministrative. Comunque molto pesanti: “da 100.000 a 200.000 euro” per i responsabili dell’organizzazione e “da 500 a 1.000 euro” per i partecipanti.

Spiega Paolo Barelli, primo firmatario della pdl: “Ci siamo attivati sulla scia del rave di Modena, così come avevamo fatto nella scorsa legislatura, dopo quello di Viterbo”. È un caso che il testo sia stato presentato lo stesso giorno del decreto? “Sì, ma ora questa proposta sarà un elemento di valutazione quando il provvedimento del governo arriverà in Commissione”. Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo di FI alla Camera, Alessandro Cattaneo: “Da quando abbiamo visto il decreto abbiamo fatto presente il nostro approccio garantista e abbiamo detto di voler migliorare il testo tenendo conto dei nostri valori, come testimonia questa pdl”.