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di Roberto Artioli

Corriere Romagna, 26 ottobre 2026

Rispetto, fiducia e pazienza. Valori fondamentali nel rapporto con i cavalli che possono diventare strumenti preziosi anche per il reinserimento sociale. Da questa convinzione nasce il progetto che la Cavallina Storna di Savio ha portato nella casa circondariale di Ravenna, coinvolgendo i detenuti in un percorso formativo dedicato all’horsemanship. La Cavallina Storna è un centro di equitazione non tradizionale che si ispira alla filosofia dell’accademia di Marco Vignali. La struttura ospita cavalli, pony e asinelli e propone attività fondate sul rapporto consapevole tra uomo e animale.

L’approccio si basa sull’horsemanship, disciplina che punta a sviluppare una comunicazione efficace tra uomo e cavallo attraverso l’osservazione del comportamento animale. Anima e ideatrice del progetto nel carcere di Ravenna è Matilde Sforza che, nonostante la giovane età, da anni lavora a percorsi educativi e sociali che hanno per protagonisti gli amati cavalli. Oggi è istruttrice della International Horseman Academy. Accanto a Matilde ci sono i genitori che nel 2023 hanno aperto il centro ippico su viale dei Lombardi, che funziona anche come Bed & Breakfast, sposando il grande amore della figlia per gli animali.

“Ho praticato equitazione sin da bambina con passione - racconta Matilde - ma oltre all’aspetto sportivo mi sono accorta che con i cavalli si stabilisce un rapporto molto forte e sono animali in grado di suscitare emozioni positive. Il cavallo necessita di sicurezza e di solide relazioni sociali. In natura, allo stato brado, vive in gruppo ed è molto sensibile. Queste caratteristiche lo rendono ideale per creare percorsi educativi e per tirare fuori il meglio delle persone. I primi progetti hanno coinvolto i bambini, che hanno accolto con entusiasmo le attività e gli incontri con gli animali”. Le lezioni, che si sono svolte all’interno del carcere, hanno permesso ai detenuti di avvicinarsi gradualmente al mondo dell’equitazione e dell’horsemanship attraverso incontri teorici e formativi dedicati alle abitudini dei cavalli, alla loro cura, alla gestione degli spazi e alle modalità corrette di interazione con gli animali. L’obiettivo era duplice: da una parte offrire un’occasione di crescita umana e personale, dall’altra fornire competenze che potranno tradursi in opportunità professionali future.

Matilde spiega come è nato il progetto: “Nei mesi scorsi abbiamo avuto un primo incontro con il direttore del carcere e con le educatrici nel corso del quale sono stati illustrati i molteplici obiettivi. La proposta ha ricevuto subito un riscontro positivo e da quel momento abbiamo iniziato a costruire il percorso. Vorremmo ringraziare la Direzione, i funzionari dell’Area Trattamentale, il Comandante e gli Agenti di Custodia della Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Ravenna, per aver creduto nella finalità del progetto, il Noleggio di Angelini Roberto che ha permesso il trasporto del Cavallo. Al termine è stato rilasciato un attestato che potrà essere utilizzato per candidarsi a svolgere attività nei maneggi o per i corsi di pareggiatura e da maniscalco, che sono specializzazioni sempre molto richieste nel comparto ippico.

Da parte nostra c’è grande soddisfazione. Abbiamo visto crescere il numero di partecipanti e un’attenzione sempre maggiore. Questo ci ha fatto molto piacere. Abbiamo portato uno dei nostri cavalli, Crash, nella casa circondariale per una lezione pratica. Abbiamo scelto un cavallo molto pacifico che è abituato a interagire con i bambini. Crash è stato vittima di un grave incidente alcuni anni fa, ma abbiamo scelto di non rinunciare a lui e di accompagnarlo in un lungo percorso di recupero”. All’interno del carcere è stata individuata una zona adatta per la lezione pratica: “I detenuti non hanno potuto cavalcare ma è stato un momento prezioso per capire, nella pratica, come avvicinare un cavallo, come rimanere in sicurezza e come condurlo a terra. Conoscenze indispensabili per chi un giorno potrebbe candidarsi a un lavoro in un maneggio”.