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ravennatoday.it, 3 marzo 2026

La capogruppo consiliare Chiara Francesconi (Progetto Ravenna) proporrà in consiglio una mozione per individuare una figura di riferimento per i detenuti. Domani, nel corso dei lavori del Consiglio comunale, “Progetto Ravenna” presenterà una mozione per richiedere l’istituzione del garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale, “una figura centrale per assicurare il rispetto e l’efficacia del dettato della Costituzione e delle leggi ordinarie che regolano il sistema carcerario italiano basate sulla pari dignità sociale e sulla centralità della persona umana”, spiega la capogruppo consiliare di Progetto Ravenna, Chiara Francesconi.

“Viste anche le condizioni in cui si trova oggi il carcere di Ravenna, sarebbe fondamentale per i detenuti avere una figura di riferimento dotata di specifiche competenze - continua la consigliera -. La legge, con la quale è stata istituita la figura del garante nazionale ha anche previsto la possibilità di contemplare figure di rilievo regionale e territoriale. In Emilia-Romagna opera infatti un garante regionale e i garanti comunali sono stati istituiti nella maggior parte delle città sedi di carcere. Ma nonostante si tratti di una proposta sollevata già durante la giunta de Pascale, a Ravenna è sempre caduta nel vuoto”. 

“La nostra città è una delle pochissime realtà nella nostra regione ancora priva della figura del garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale, sebbene esista una storica attività di associazioni e volontari legata alla popolazione carceraria con progetti e iniziative per il reinserimento sociale e il recupero delle persone detenute che funziona molto bene”. Questa mozione, prosegue Chiara Francesconi “vuole colmare un vuoto e dare una risposta concreta ai gravissimi problemi del nostro sistema carcerario”.

“Il carcere di Ravenna è il più piccolo dell’Emilia-Romagna, ma è afflitto da un elevatissimo tasso di occupazione, pari al 184%, il più alto a livello regionale secondo i dati di fine novembre 2025, con 90 detenuti presenti rispetto a una capienza regolamentare di 49 persone - continua la consigliera di Progetto per Ravenna -. Dobbiamo pensare alla sicurezza non solo come “sicurezza pubblica”, ma anche come “sicurezza sociale” attraverso un reale impegno per combattere esclusione e disuguaglianze e, nel caso specifico dei carcerati, le recidive”. L’obiettivo della mozione, conclude la consigliera “intende pertanto impegnare il Comune a individuare una figura, che ci auspichiamo sia espressione dell’intero consiglio comunale, che sia indipendente, competente e con esperienze specifiche”.