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di Emilio Minervini

Il Dubbio, 5 maggio 2025

Le politiche securitarie sono sempre di moda e la politica (tutta) investe ogni anno in pacchetti e decreti legge che riducono spazi di libertà. L’attuale esecutivo, in continuità con i precedenti anche d’opposti schieramenti, ha fatto della sicurezza una bandiera da sventolare ai comizi, nelle aule del parlamento, nei talk show e sui social. Tema dalla forte presa mediatica e sociale, viene spesso declinato con tomi allarmisti e annunci altisonanti per giustificare l’introduzione di misure “autoritarie” e l’applicazione di politiche securitarie, come il recente decreto sicurezza. Ma sotto le cortine di fumo del dibattito politico qual è la situazione concreta?

In base ai dati raccolti da Lab24 dopo essere calati regolarmente dal 2013, in cui sono state registrate 2.892.155 denunce, i reati denunciati sono precipitati nel 2020 con 1.900.624 denunce. Dopo i mesi di confinamento la convivenza è ripresa, segnata però da diverse crisi che si sono susseguite una dopo l’altra, aumentando l’incertezza e alimentando le tensioni sociali. La pandemia ha inoltre portato le forbici della sperequazione ad allargarsi. Tutto questo ha decretato un costante aumento dell’incidenza di reati dal termine delle misure contenitive del contagio. Nel 2022 sono state effettuate 2.255.777 denunce e nel 2023 sono cresciute fino a 2.341.574, segnando così un aumento del 1,72% rispetto ai valori pre-pandemici (2019).

Il report rilasciato dal Servizio analisi criminale del Dipartimento di pubblica sicurezza registra un calo degli omicidi volontari nel 2024, rispetto ai due anni precedenti in cui si sono verificati rispettivamente 340 nel 2023 e 328 nel 2022. Diminuiscono, seppur di poco, anche le vittime di sesso femminile passate a 111 rispetto alle 120 del 2023. Aumentano gli omicidi volontari commessi in ambito familiare, dai 148 del 2023 ai 151 dello scorso anno. Per gli scettici della violenza sulle donne potrebbe essere utile il dato sugli omicidi consumati da ex partner, diminuiti di un’unità rispetto ai 70 del 2023, nell’85% (59 sui 69 del 2024) di questi le vittime sono donne. Anche nei delitti commessi tra le mura domestiche le donne risultano essere più esposte dei 151 omicidi 96 sono stati commessi nei confronti di donne, il 63% dei casi.

Riguardo alla criminalità predatoria, il Rapporto intersettoriale del ministero dell’Interno mostra un aumento del 9,4% nel 2023 con 28.067 rapine registrate rispetto alle 25.642 del 2022. Il valore relativo al 2023 mostra anche un aumento del 15% rispetto alle 24.276 del 2019 ma una netta diminuzione, del 38% rispetto al valore del 2013, da cui è iniziata una tendenza decrescente giunta al suo minimo con le 20.000 registrate nel 2020. Entrando più nello specifico tra il 2022 e il 2023 c’è stato un aumento del 9,5% delle rapine in pubblica via, del 6,3% negli esercizi commerciali, del 12,9% in abitazione, del 5,9% in locali o esercizi pubblici, del 5,8% nelle farmacie e del 14,4% negli uffici postali, mentre sono diminuite del 12% le rapine a distributori di carburante, del 23% nelle tabaccherie e del 35% le rapine in banca.

Guardando i dati in un’ottica territoriale si nota una decisa ripresa post pandemica nel nordovest, una più contenuta al centro e al nordest, mentre al sud e nelle isole dopo un’iniziale timida ripresa il tasso è tornato a scendere. Le province caratterizzate dai maggiori indici di rischio sono Milano e Torino seguite da Bologna. Per quanto riguarda i furti il Rapporto delinea un aumento del 6% nel 2023 rispetto al 2022 con 1.021.116 furti a confronto dei 963.032 dell’anno precedente. Anche in questo caso però si conferma la parabola discendente dal 2013, anno in cui sono stati rilevati 1.554.777 furti. In dieci anni sono diminuiti del 34%.

Milano si riconferma in cima alla classifica delle province per indice di rischio allungando con un netto distacco dal secondo posto occupato da Bologna. Gli attacchi agli sportelli automatici e agli OTP (outdoor payment terminal), gli accettatori di banconote della rete carburanti mostrano una netta diminuzione del fenomeno rispetto ai picchi registrati nel 2016, anno in cui ci furono 1.208 attacchi agli OTP, 798 agli ATM bancari e 154 a quelli postali. I dati relativi al 2023 indicano136 attacchi agli OTP, in riduzione rispetto ai 184 del 2022, mentre per gli atm di banche si è verificato un aumento dai 121 attacchi agli ATM presso le banche e 77 a quelli presso le poste del 2022 si è passati ai 147 assalti agli sportelli automatici delle banche e 84 a quelli degli uffici postali. In questo caso la maggiore incidenza è concentrata al sudest, con Foggia prima provincia per indice di rischio, seguita da Barletta- Andria-Trani e Bari.

Una tendenza in costante crescita è invece quella dei reati informatici. I dati pubblicati nel Threat intelligence report di Exprivia evidenziano un aumento del 18% nel 2024 rispetto al 2023 con 1927 attacchi informatici. C’è però da osservare che nonostante siano aumentati gli attacchi, sono diminuiti del 10% rispetto al 2023 e del 63% a confronto con il 2022 quelli andati a buon segno. Nel 30% di questi ultimi è stato rilevato l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale.

I comparti più sensibili sono quello tecnologico con 760 eventi, in aumento di quasi il 50% in relazione all’anno precedente, seguono il settore finanziario che con 709 attacchi vede invece una diminuzione del 27% dal 2023. Rimane stabile al terzo posto, come nel 2023, la pubblica amministrazione destinataria di 221 attacchi informatici. Un altro deciso aumento si è registrato nel settore retail, oggetto di 218 attacchi lo scorso anno, eventi in crescita a paragone con i 183 del 2023. Il 70% delle violazioni sono finalizzate al furto di dati personali, mentre il 15% è inteso al riscatto in denaro dei dati sottratti.