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reggiotoday.it, 28 aprile 2025

Il consigliere comunale tra spunto da questa iniziativa per un focus della situazione nelle strutture penitenziarie della città. Una riflessione su carceri e diritti dei detenuti è proposta dal Consigliere comunale reggino Antonino Castorina dopo l’approvazione in consiglio della mozione “Letture d’evasione” presentata insieme ai colleghi del gruppo Red, Carmelo Versace e Filippo Burrone, da poco assessore. Secondo l’avvocato Castorina, la mozione rappresenta uno spunto importante sull’argomento in attesa di una discussione che necessariamente deve riguardare tutte le istituzioni ed il livello nazionale che ne ha effettiva competenza.

“Nel lavoro fatto in commissione a Reggio Calabria - scrive - abbiamo ascoltato il garante regionale dei diritti dei detenuti ed il presidente della camera penale di Reggio Calabria con un’analisi che ci ha offerto un focus sullo stato delle cose nelle due strutture carcerarie presenti in città, ma anche sulla popolazione dei liberi sospesi, dell’esecuzione penale e del conseguente imprescindibile ruolo del tribunale di sorveglianza”.

“Oggi - prosegue Castorina - il bilancio delle risorse riservate alla esecuzione penale registra fondi inadeguati e risulta essere il settore giudiziario di gran lunga più inadeguato, per mezzi e personale, al corretto adempimento dei compiti ad esso affidati. Una riflessione e una conseguente azione andrebbero fatte proprio in ragione dell’elevato numero dei ‘liberi sospesi’, una popolazione carceraria che spesso rimane anonima ed inascoltata ma che nei fatti è considerevole dentro il carcere”.

Si tratta, ricorda il consigliere, di persone condannate in via definitiva ad una pena detentiva inferiore ai quattro anni, e che perciò in alcuni casi ha la facoltà ed il diritto di chiederne la sospensione, in attesa che il tribunale di sorveglianza competente possa decidere. “L’emergenza carceri - afferma Castorina - e ciò che le cronache nazionali hanno raccontato e che l’Europa ha sanzionato passa da una gestione oculata dei liberi sospesi e da un potenziamento strutturale dei tribunali di sorveglianza in maniera tale da consentire al sistema giustizia di poter operare in modo oculato e razionale rispetto alla funzione rieducativa della detenzione e nell’orizzonte necessario di una nuova fase del condannato”. La mancata risposta a questi temi, conclude il consigliere comunale, “ha la naturale conseguenza di ingolfare le strutture carcerarie e non dare un orizzonte di vita in tempi certi a chi non vuole rimanere sospeso in eterno”.