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reggiotoday.it, 29 febbraio 2024

Prosegue a ritmo spedito il progetto di creazione di un welfare penitenziario, ideato oltre un anno fa dalla garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale, l’avvocato Giovanna Russo. A Palazzo San Giorgio si è svolto l’incontro con i sindacati di Polizia penitenziaria, Daniela Iiriti e Fabio Viglianti per il Sinappe, Maurizio e Silvio Policaro per l’Osapp e Massimo Musarella per l’Uspp, per trattare temi di particolare interesse relativi ai due istituti penitenziari insistenti sul territorio reggino.

I rappresentanti sindacali, in uno spirito di piena collaborazione e condivisione con l’indirizzo offerto dalla garante, hanno inteso cristallizzare i lavori del tavolo all’interno di un documento permanente, finalizzato al raggiungimento di obiettivi comuni volti a garantire sicurezza e trattamento, non trascurando il fondamentale valore del corpo di polizia penitenziaria. La proposta della garante Russo è stata pienamente accolta dalle parti che si sono impegnate nella redazione “a più mani” del primo Protocollo G2P.

“Un documento d’intenti chiari e trasparenti per rendere gli istituti penitenziari una “casa di vetro”, ha detto la garante Russo. “Un luogo in cui sia finalmente visibile l’operato della polizia penitenziaria - ha proseguito la garante - e se ne possa dare valore proprio in virtù di quell’imprescindibile dialogo in trasparenza e lealtà istituzionale. La polizia penitenziaria, dunque, non solo quale garante della legge, dell’ordine e della sicurezza, ma fondamentale presidio al fine di restituire cittadini consapevoli alla società”.

I sindacati hanno confermato, nel corso dell’incontro, gli intenti ed anche i risultati già da diverso tempo perseguiti dall’ambizioso progetto portato avanti dall’ufficio del garante comunale. Un esempio per tutti è rappresentato dai risultati raggiunti nell’ambito della sanità penitenziaria, il cui nuovo modello ha saputo mettere in rete e far dialogare tutte le istituzioni interessate.

Un tavolo tecnico operativo che ha portato Arghillà a una profonda revisione organizzativa. Si è discusso, inoltre, anche di “formazione del personale, costruzione di un sistema di rete per la migliore risoluzione di problematiche ataviche che incidono in modo diretto sul territorio libero e non”.

La volontà espressa dall’avvocato Russo è quella di “rendere l’ufficio del garante comunale sempre più di prossimità, di studio e di conoscenza delle problematiche che affliggono le carceri e si ripercuotono sui detenuti in primis, ma anche sulla qualità della vita della polizia penitenziaria. Molto dovrà essere fatto - ha concluso - e il compito è arduo. Ma l’incontro ha l’ambizione di creare un modello virtuoso, che sia d’ispirazione per finalità cui tutti dovranno concorrere. Una filosofia che tende a costruire una società migliore, garante dei diritti di tutti, seguendo gli irrinunciabili passi e sacrifici dei tanti uomini e donne della giustizia”.