di Danilo Loria
strettoweb.com, 1 agosto 2019
L'incontro era finalizzato a presentare il programma per capire quali possano essere gli interventi utili a garantire il rispetto e la dignità della persona, agli ultimi tra gli ultimi, ancora più emarginati per la tipologia di reato commesso.
In data 30 luglio 2019 una delegazione dell'Ufficio del Garante Metropolitano per i Diritti dei Detenuti, composta dal garante stesso dott. Paolo Praticò, dall'avv. Maria Cristina Arfuso e dall'avv. Giuseppe Gentile si è recata presso il Carcere di Arghillà per una visita programmata, come avvio delle attività di questo Ufficio. A ridosso del tragico episodio che ha visto morto suicida un detenuto rumeno da pochi giorni ristretto.
Ad accompagnare i componenti l'ufficio c'erano il dott. Emilio Campolo responsabile area educativa e il dott. Speranza coordinatore degli educatori di Arghillà. L'incontro era finalizzato a presentare il programma, preannunciando una serie di colloqui conoscitivi individuali, per capire quali possano essere gli interventi utili a garantire il rispetto e la dignità della persona, agli ultimi tra gli ultimi, ancora più emarginati per la tipologia di reato commesso.
Abbiamo precisato loro come a noi non interessa conoscere cosa hanno fatto e per quale motivo si trovino ristretti, se colpevoli o innocenti ma, il nostro impegno è volto a garantire una corretta escussione della pena e ad offrire loro, ove possibile, un reinserimento nella società civile, con l'acquisizione di competenze artigianali ed altro, come un minimo d'istruzione e la conoscenza della lingua italiana per i detenuti stranieri, la possibilità di comunicare con i propri familiari, anche attraverso l'interessamento del consolato d'origine.
Tutte azioni che allentano le tensioni che inevitabilmente si creano a seguito di episodi tragici e che vengono amplificate da disservizi come un rubinetto che gocciola o l'umidità delle pareti che ci impegniamo a segnalare alla direzione.
Abbiamo detto loro delle attività sportive che potremo implementare per via di un accordo con il Coni regionale e rientra nel programma la costituzione di un "centro d'ascolto" esterno per chi gode dei benefici di legge e per i familiari, spesso vittime collaterali delle situazioni dei propri congiunti. In tal senso anche il sindaco della Città Metropolitana si è impegnato a fornirci il giusto supporto.









