di Francesco Tiziano
Gazzetta del Sud, 19 ottobre 2025
L’emergenza negli istituti penitenziari “San Pietro” ed Arghillà analizzata dal responsabile dell’Osservatorio dell’unione delle Camere penali italiane, Gianpaolo Catanzariti. Attualissima anche in questi giorni l’emergenza carceri a Reggio. Prima a “San Pietro” (aggredito un assistente della Polizia penitenziaria per ottenere un trasferimento verso un’altra sede di suo gradimento), poi ad Arghillà (un detenuto affetto da disturbi psichiatrici ha colpito con un pugno al volto un giovane agente), in appena 24 ore due episodi hanno riportato in primo piano la violenza all’interno delle strutture penitenziarie della città.
Anche di questa criticità abbiamo parlato con l’avvocato Gianpaolo Catanzariti, responsabile dell’osservatorio carcere dell’unione delle Camere penali italiane. Personale della Penitenziaria e sanitari, detenuti che lamentano evidenti problematiche, strutture carcerarie inadeguate. È sempre emergenza carceri nel distretto di Reggio.
“Le carceri reggine non sfuggono alle criticità del sistema nazionale. Sovraffollamento inarrestabile, personale carente, servizio sanitario al lumicino, tempo vuoto in sezioni sempre più chiuse rappresentano il terreno fertile per le manifestazioni plastiche di un diffuso disagio. In questo contesto si alimentano le aggressioni, gli atti di autolesionismo, i suicidi, le morti in carcere, svuotando di significato la pena detentiva e rendendo insopportabili e disumane le condizioni di vita e di lavoro all’interno degli istituti”.











