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ilreggino.it, 22 settembre 2022

“Si fosse trattato di una bestia si sarebbero mobilitate le associazioni animaliste con sit-in e manifestazioni di protesta varie ma, si tratta solo di un essere umano e si lascia marcire”. “Desidero portare all’attenzione pubblica il caso di un detenuto disabile psichiatrico ristretto presso il carcere di via San Pietro a Reggio Calabria; il soggetto in questione versa in uno stato di totale degrado, vivendo seminudo tra i propri escrementi che per quanto ripuliti periodicamente dal personale addetto, tuttavia non è sufficiente a consentirgli una detenzione normale”. Quella raccontata dal garante dei detenuti Paolo Pratticò è una storia ai limiti del reale che mette in evidenza le condizioni di un detenuto malato.

“Le urla lamentose si avvertono da tutti i reparti.il personalei sanitario e gli agenti penitenziari fanno il possibile per contenerlo ma risulta inutile, è stato chiesto il trasferimento in una struttura adeguata, anche dal sottoscritto, con spirito di collaborazione e per evitare eventi infausti piuttosto che accertare responsabilità successive. La risposta è stata che appena si libererà il posto verrà trasferito e questo dura da circa sei mesi. Si fosse trattato di una bestia si sarebbero mobilitate le associazioni animaliste con sit-in e manifestazioni di protesta varie ma, si tratta solo di un essere umano e perciò può essere lasciato marcire. questo ufficio ha deciso di fare un esposto alla procura della repubblica perché accerti eventuali responsabilità e di costituirsi parte civile nel caso venissero individuate o la situazione dovesse precipitare”.