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ilreggino.it, 26 ottobre 2023

“Il tribunale di sorveglianza emetta un provvedimento così come accaduto a Milano. Desidero segnalare all’opinione pubblica una situazione incomprensibile che viola i diritti fondamentali di due minori, in questo caso neonati”. Così in una nota il Garante metropolitano dei detenuti Paolo Praticò.

“I padri dei bambini sono detenuti e non possono riconoscere i figli se non a costo di elaborate misure di sicurezza o a costi notarili eccessivi per le condizioni delle famiglie, mentre basterebbe che l’ufficiale di stato civile si recasse in carcere con i registri per ricevere la dichiarazione di paternità - ha evidenziato Praticò - L’ufficio che rappresento si è interessato presso le istituzioni competenti perché venisse risolto il caso, dallo stato civile ci è stato risposto che l’Ufficiale può recarsi in carcere per celebrare i matrimoni ma non ricevere dichiarazioni di paternità, allora abbiamo inoltrato la richiesta in prefettura, si sono gentilmente interessati ed hanno trovato un provvedimento del Magistrato di Sorveglianza di Palermo che impone all’Ufficiale di stato civile di recarsi in carcere con i registri, soprattutto nel superiore interesse dei minori”. “Abbiamo chiesto al TDS di Reggio di voler emettere analogo provvedimento ma pare che non sia possibile. Nella prima richiesta inviata al Sindaco f. f. abbiamo fatto presente che a Milano, adottando una misura di buon senso, è stato autorizzato l’Ufficiale di stato civile a portare i registri in carcere per raccogliere la dichiarazione di paternità, forse perché Milano è vicina all’Europa?” ha concluso il garante.