di Francesco Tiziano
Gazzetta del Sud, 20 ottobre 2024
“Il sovraffollamento è contenuto”. Il carcere di Arghillà a rischio collasso tra carenza degli organici della Polizia penitenziaria, sovraffollamento nelle celle, gravi criticità strutturali e soprattutto, come scrive il deputato di Forza Italia, Tommaso Antonino Calderone, nell’interrogazione presentata al ministro della Giustizia Carlo Nordio, il serio dubbio su “come garantire il rispetto dei diritti umani e la sicurezza del personale del Corpo di polizia penitenziaria e dello stesso istituto penitenziario”? Quesito, e tematiche, di estrema delicatezza su cui il Guardasigilli ha risposto con particolare puntualità.
Sugli organici: “Partendo dai dati forniti dal Dap sulla popolazione carceraria, si rappresenta che al 4 settembre 2024, presso la Casa circondariale di Arghillà sono presenti un totale di 327 detenuti, rispetto a una capienza regolamentare pari a complessivi 294 posti disponibili, rilevandosi una percentuale di affollamento pari all’11,22 per cento, inferiore sia all’indice percentuale medio regionale (15,69%), sia a quello nazionale (31,66%)”.
Diritti umani e vivibilità: “Non si registrano violazioni dei parametri minimi stabiliti dalla Corte Edu, atteso che la quasi totalità dei detenuti risulta avere a disposizione uno spazio di vivibilità superiore ai 4 metri quadrati. Per arginare il cronico sovraffollamento, la direzione generale dei detenuti e del trattamento gestisce le procedure di riequilibrio su scala nazionale della popolazione detenuta, sia appartenente al circuito dell’alta sicurezza sia appartenente al circuito della media sicurezza, attraverso un puntuale e costante monitoraggio”.










