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reggiotoday.it, 24 marzo 2022

Giovanna Russo chiede interventi per migliorare i livelli di assistenza all’interno dell’istituto carcerario di Arghillà. La situazione sanitaria dell’istituto di Reggio Calabria-Plesso Arghillà è fragilissima. “Grazie al notevole impegno del personale infermieristico e del medico di guardia, il focolaio Covid, attualmente presente in istituto - spiega - sembra essere sotto controllo. Non sono state riscontrate gravi condizioni cliniche e la popolazione detenuta ha risposto in maniera matura e collaborativa, nonostante i forti disagi legati all’isolamento”.

Il microcosmo carcerario, con le sue note peculiarità assistenziali, necessita di un’assistenza sanitaria particolare e adeguata, conforme al rispetto della dignità delle persone detenute, così come cristallizzata dal dettato costituzionale e non è più tollerabile la permanenza di un costante stato di “emergenza” lavorativa che a sua volta determina criticità in relazione al diritto alla salute delle persone detenute.

L’istituto di Arghillà può contare su un solo medico di turno. La gran parte del personale infermieristico e l’operatrice sociale hanno con contratti a tempo determinato ed a brevissima scadenza. È fondamentale che siano attivate tutte le procedure utili per la definizione stabile, e non emergenziale, del personale; non può essere ritenuta sufficiente l’ipotesi di un breve rinnovo dei contratti.

“L’istituto di Arghillà - prosegue - seppure circondato da un alto muro di cinta, non può essere considerato un’isola, né territoriale, né sanitaria. Così come la popolazione carceraria insiste territorialmente sul Comune di Reggio Calabria, i servizi sanitari che vi afferiscono dipendono dalle responsabilità del sistema sanitario chiamato a garantire i livelli essenziali di sssistenza come al resto della popolazione residente. Ai lavoratori della sanità penitenziaria competono gli stessi diritti degli altri lavoratori della sanità. Migliorare la governance penitenziaria influisce nettamente sul miglioramento dello standard qualitativo di vita delle persone detenute, e di tutto il pianeta carcere”.

L’ufficio del garante intende collaborare in maniera strettissima con i vertici aziendali sanitari e i rappresentanti politici regionali e locali al fine di ottenere, nel più breve tempo possibile, le risposte utili a garantire, ed a mantenere elevati, i livelli dell’assistenza sanitaria. L’auspicata collaborazione istituzionale oggi rappresenta l’unica vera soluzione percorribile.

Per tale motivo, il garante ha inviato un accorato appello a tutte le istituzioni interessate e competenti, nell’ottica di fornire una chiara risposta alla tutela dei diritti fondamentali delle persone detenute ed ha convocato un tavolo tecnico finalizzato a realizzare una commissione di monitoraggio delle procedure per dare nuovo impulso al sistema sanitario penitenziario.