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Gazzetta di Reggio, 22 febbraio 2015

 

Progetto del Teatro dei Venti e del Coordinamento regionale Teatro Carcere Il regista: "Nostro obiettivo è fare incontrare parti diverse della società".

Sul palcoscenico detenuti e internati della casa di reclusione di Castelfranco Emilia e della casa circondariale Sant'Anna di Modena, studenti della V A dell'Istituto Spallanzani di Castelfranco Emilia e gli attori del Teatro dei Venti. Insieme danno vita a "Angeli e demoni" in scena stasera alle ore 21 al teatro Herberia per la regia di Stefano Tè.

Lo spettacolo è uno studio sulla Gerusalemme Liberata, un appuntamento fuori stagione con il Teatro Carcere a cura della compagnia Teatro dei Venti, esito di una residenza artistica promossa dalla Corte Ospitale. L'evento è una tappa dell'ambizioso progetto d'incontro tra carcere e società civile che la compagnia modenese sta elaborando col Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna i penitenziari di Modena e Castelfranco Emilia e i rispettivi Comuni.

"Il 2015 per noi è l'anno dell'incontro tra il carcere e la città - dice il regista Tè - per questo, quando è possibile, cerchiamo di aprire i nostri laboratori di Teatro in Carcere anche alla cittadinanza. In questo caso lavorando insieme studenti, detenuti e gli attori del Teatro dei Venti. L'obiettivo è creare un racconto sul contemporaneo mettendo a confronto parti diverse del corpo sociale che solitamente non hanno voce".

Il progetto sulla Gerusalemme Liberata è una grande sfida per tutte le realtà del Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna, un testo che porta in sé l'eco della guerra e di scontri tra civiltà che parlano anche del nostro presente. "Noi l'abbiamo accolta - prosegue - coinvolgendo l'istituto Spallanzani e gli attori della nostra compagnia in un lavoro a più livelli di lettura. In questa fase è fondamentale l'incontro con il pubblico, così come la possibilità di prove quotidiane, per questo dobbiamo ringraziare la Corte Ospitale che ha accettato di dare spazio ad un progetto così delicato".

Stefano Tè svolge dal 2006 un laboratorio nella Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia al quale dal settembre 2014 si affianca quello nella Sezione Protetti della Casa Circondariale Sant'Anna di Modena. I laboratori permanenti in carcere possono essere definiti un'officina creativa, dove i detenuti hanno l'opportunità di sperimentare diverse forme di comunicazione artistica (musica, azione scenica, danza) nelle loro interazioni possibili. Le differenti discipline sono unite da un tema e da un confronto-scambio continuo. Il risultato del percorso confluisce sempre nella messa in scena di uno spettacolo aperto al pubblico, dentro e fuori le mura carcerarie.