di Adriano Arati
Corriere di Bologna, 13 novembre 2024
L’aggressione, avvenuta il 3 aprile 2023 nel carcere di Reggio Emilia, vede coinvolti 10 agenti, accusati a vario titolo di lesioni, tortura e falso nelle relazioni di servizio. Si scusa col detenuto colpito al volto e con l’amministrazione penitenziaria, il viceispettore della Polizia penitenziaria di Reggio Emilia a processo assieme a altri nove colleghi per l’aggressione ai danni di un detenuto, un 44enne tunisino, durante il trasferimento in isolamento. Il fatto, avvenuto il 3 aprile 2023 alla Pulce, il carcere reggiano, vede coinvolti dieci agenti, accusati a vario titolo di lesioni, tortura e falso nelle relazioni di servizio. Un video girato con il cellulare, che riprende l’accaduto, ha permesso di fornire molti dettagli.
La testimonianza davanti al gup - Tutti gli imputati hanno chiesto scusa al carcerato, ora costituito come parte civile, e otto di lroo hanno versato 1.000 euro ciascuno come gesto riparatorio. Hanno tutti chiesto il rito abbreviato e il processo è iniziato nei giorni scorsi con le udienze davanti al gup Silvia Guareschi. Lunedì 11 novembre è stato chiamato a testimoniare il 46enne viceispettore ripreso nel filmato mentre colpisce con uno schiaffo il tunisino, steso al suolo e coperto dal cappuccio. Ha dato chiarimenti solo a quanto chiesto dal gup, scegliendo invece di non rispondere alle domande delle parti, nemmeno quelle del suo difensore Federico De Belvis. Ha parlato a lungo, oltre un’ora, rimandando alla relazione da lui scritta il 3 aprile 2023. Il pm Rita Pantani ha ricordato al viceispettore di aver sostenuto che il detenuto avesse sputato, fosse armato con una lametta da barba e che altre lamette fossero state trovate in tasca. Tutti fatti ritenuti falsi dalle successive ricostruzioni investigative.
Il detenuto denudato e portato in isolamento - Per l’accusa, il detenuto è stato incappucciato, fatto cadere a terra, colpito diverse volte, poi denudato e portato in isolamento. Il viceispettore avrebbe incitato alcuni colleghi a salire sul corpo del 44enne, pestandogli le caviglie. Nella sua deposizione, il funzionario della polizia penitenziaria ha ribadito di aver visto uno sputo e ricordato di non essere stato al comando, ma di essere intervenuto in un secondo momento per aiutare i colleghi. Il detenuto, a suo dire, era molto nervoso perché destinato all’isolamento e avrebbe iniziato a minacciare. Solo per quello, per tenerlo immobile, sarebbe stato fatto sdraiare, in attesa che la cella fosse pronta. E lo schiaffo ripreso dal video? Il viceispettore si è scusato per il colpo, sferrato dall’alto verso il basso, sostenendo di aver messo la mano vicino al capo dell’uomo solo per verificare che respirasse. Dopo alcune minacce, lo avrebbe schiaffeggiato. Per quanto riguarda le false dichiarazioni, ha affermato invece di aver fatto fede a quanto riferito da altri agenti.











