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di Ambra Prati


Gazzetta di Reggio, 21 marzo 2021

 

Lo rivelano i sindacati Cgil e Cisl "In centinaia in quarantena". Malorni, segretario del Sappe fa un appello ai colleghi "Vaccinatevi appena si potrà". "Nell'istituto penitenziario di Reggio Emilia il Covid corre tra dipendenti e detenuti. Necessari esami e vaccinazioni per evitare disordini e il dilagare del virus".

A lanciare l'allarme sull'impennata di casi di positività all'interno del carcere della Pulce è il sindacato Fp-Cgil e Fns-Cisl, che rende noto un incremento dell'epidemia potenzialmente esplosivo nella struttura: una decina di positivi tra i detenuti e un numero imprecisato in quarantena, altrettanti positivi tra gli agenti (due i ricoverati) più 24 in quarantena fiduciaria. "Registriamo un numero di casi positivi che desta preoccupazione - dichiarano Fp-Cgil e Fns-Cisl - Ad oggi si contano dieci casi di positività tra il personale della polizia penitenziaria (di cui due ricoverati nel reparto Infettivi) e ventiquattro casi di quarantena fiduciaria, mentre sono duecento i detenuti, in ben quattro sezioni, chiusi nelle celle in quarantena per la presenza accertata di alcuni casi positivi".

Numeri che, secondo il sindacato, "rendono sempre più evidente come, alla luce del prolungarsi della situazione pandemica, nelle carceri ci sia terreno fertile per la diffusione del virus: sia per la promiscuità delle condizioni sia per gli spazi molti ristretti. Chiediamo si proceda speditamente al monitoraggio della popolazione detenuta ma anche di tutto il personale, e alla vaccinazione sia dei dipendenti sia dei detenuti. Siamo consapevoli della gravità della situazione generalizzata ma i rischi, anche di disordini come avvenuto in passato, richiedono un intervento immediato".

Concorda con i sindacati Federico Amico, consigliere regionale Emilia-Romagna Coraggiosa: "Tutta la popolazione carceraria e il personale deve essere sottoposto con urgenza a monitoraggio. Presenterò un'interrogazione in Regione nelle prossime ore".

Il carcere di via Settembrini è una città dentro la città che conta circa 200 agenti di polizia penitenziaria, 40 amministrativi e 378 detenuti, ai quali occorre aggiungere le figure che ogni giorno gravitano intorno alla struttura (volontari, fornitori, docenti, infermieri, medici, due sacerdoti, parenti). E, se finora la Pulce era stata graziata rispetto ad altre carceri, ora è allarme.

"È una situazione nota", sottolinea Michele Malorni, segretario del Sappe, il sindacato di polizia penitenziaria che come ricetta contro l'impennarsi della curva ha presentato precise richieste all'amministrazione penitenziaria: "Tampone molecolare ripetuto nel tempo per gli agenti e per tutte le persone che orbitano intorno al pianeta carcere nonché sospensione immediata e temporanea di tutte le attività, servizio mensa e servizio bar per il personale". Alla situazione attuale si aggiunge il caos vaccinazioni: per la polizia penitenziaria la vaccinazione, iniziata sabato 13 marzo, è stata interrotta dopo tre giorni a causa della sospensione nei confronti di AstraZeneca (poi revocata giovedì). Risultato: appena una ventina di agenti hanno ricevuto la prima dose e tra coloro che erano in lista le defezioni sono state numerose. "Io sono stato il primo a vaccinarmi - prosegue Malorni. Il mio personale appello va ai colleghi che hanno revocato l'assenso alla vaccinazione: oggi, a seguito delle delibere Ema (Agenzia europea dei medicinali) e Aifa (Agenzia italiana del farmaco), dovrebbero farsi avanti, a tutela della loro e dell'altrui salute. Sono convinto che in un ambiente particolare come il nostro, dove tra l'altro siamo chiamati a un servizio pubblico, il vaccino dovrebbe essere d'obbligo. Appena superata questa emergenza chiederò il vaccino per la totalità del personale e dei detenuti".