Gazzetta di Reggio, 6 giugno 2022
Il fratello del magistrato ucciso dalla mafia ha visitato la Pulce. Nella giornata di mercoledì, in occasione del trentennale delle stragi di Capaci e via D’Amelio, si è svolto negli istituti penali uno straordinario incontro alla presenza dell’ingegner Salvatore Borsellino con i detenuti del laboratorio Liberi Art e, con altri ospiti del carcere, oltre al personale penitenziario e gli invitati alla commemorazione.
La toccante testimonianza di Salvatore Borsellino, nel ricordo di suo fratello, il giudice Paolo Borsellino, del giudice Giovanni Falcone e di tutte le vittime di mafia, ha commosso i presenti e in particolare i detenuti, coinvolti in un interessante dibattito sul valore della verità e della giustizia che Salvatore Borsellino continua a chiedere a distanza di 30 anni dalla strage di via D’Amelio. Il discorso di Salvatore Borsellino ha anche dato testimonianza dell’amore che ha unito i due magistrati nei confronti della loro Palermo, città ferita dalle mafie.
Le emozioni, la sofferenza di Salvatore Borsellino nel raccontare la storia della sua famiglia, di suo fratello Paolo, hanno smosso le coscienze di chi lo ascoltava, in rigoroso silenzio con grande ammirazione e rispetto. Salvatore Borsellino, fondatore di Agende Rosse, è un instancabile attivista. Nel suo impegno coinvolge tutti, inclusi i carcerati nell’intento di rieducare alla legalità. L’evento è stato aperto dai saluti della direttrice degli istituti penali, Lucia Monastero, del comandante del Reparto, Rosa Cucca. A seguire, Anna Protopapa docente volontaria degli istituti penali, delegata della Gens Nova Odv Emilia-Romagna, ha presentato la mostra Liberi Art.










