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di Margherita Grassi

reggionline.com, 5 ottobre 2026

Il 26enne, autore dell’aggressione di una settimana fa al distributore, si è tolto la vita in cella venerdì sera. Soffriva di disturbi mentali. Il corpo di Mena Istafanous si trova all’Istituto di Medicina legale di Modena. In settimana verrà eseguita l’autopsia disposta subito dal sostituto procuratore Giulia Galfano, che indaga per istigazione al suicidio. È probabile che i funerali del 26enne si terranno a Reggio, la città che i genitori di origine egiziana avevano scelto per vivere, la città in cui lui era nato.

La famiglia si è chiusa nella disperazione e nella preghiera. Il loro avvocato attende gli esiti dell’esame che fornirà elementi utili per ricostruire la dinamica del suicidio. Mena Istafanous - il dettaglio è riportato dalla Gazzetta di Reggio - si sarebbe tolto la vita utilizzando il cavo della tv. Il giovane sarebbe stato trovato esanime da un agente penitenziario alle 20 di venerdì, quando ormai non c’era più nulla da fare.

Tramite l’acquisizione delle cartelle cliniche e dei verbali che raccontano dei cinque giorni di permanenza in carcere la procura dovrà stabilire se ci siano, e di chi siano, responsabilità in quanto accaduto. Un’indagine interna è stata avviata anche in carcere. Istafanous era in una cella singola di un reparto ordinario, dove la sorveglianza è 24 ore su 24 ma non ‘a vista’.

Era stato arrestato una settimana fa, poco dopo aver compiuto l’aggressione al distributore Ego di via Martiri di Cervarolo: si era avventato su una donna con un cacciavite e poi aveva travolto con l’auto due persone che stavano soccorrendo la prima vittima. Tutti i feriti per fortuna sono in condizioni discrete. Era stato chiaro sin dall’udienza di convalida dell’arresto che il percorso giudiziario si sarebbe focalizzato, tramite perizie, sullo stabilire il grado della malattia mentale di cui il 26enne soffriva. Da fine luglio il giovane era in cura al Csm di Reggio.