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di Stella Bonfrisco

Il Resto del Carlino, 24 gennaio 2025

La Casa circondariale ieri mattina ha ospitato la presentazione del progetto “Parole liberate: oltre il muro del carcere”, dedicato ai detenuti ristretti nella Articolazione per la Tutela della Salute Mentale (Atsm). All’incontro, insieme ai detenuti del carcere nella sezione Atsm, hanno partecipato la direttrice Lucia Monastero, alcuni dirigenti di Nessuno tocchi Caino - Rita Bernardini e Sergio D’Elia, il medico Federico Canziani - i responsabili dell’associazione ‘Parole Liberate’- Duccio Parodi e Michele De Lucia - il presidente della Camera Penale di Reggio Emilia Luigi Scarcella, Marco Scarpati e la presidente di Closer Giulia Ribaudo. Michele De Lucia ha illustrato il progetto: un bando su scala nazionale per la composizione di un testo che sarà poi musicato e interpretato da noti compositori e cantanti.

“Nel corso degli ultimi due anni Nessuno tocchi Caino ha svolto oltre 220 visite agli istituti penitenziari italiani. - Ha detto Sergio D’Elia, presidente e segretario dell’associazione radicale. - Possiamo confermare che la malattia mentale abita sempre di più in carcere. La sua dimensione, un tempo segregata nei manicomi, oggi reclusa in carcere, impone una riflessione sull’adeguatezza di questo istituto a curare il male e anche il solo disagio psichico. Riservare luoghi più idonei a malati psichiatrici e persone con tossicodipendenza aiuterebbe anche a ridurre il sovraffollamento delle carceri, migliorando le condizioni di detenuti e operatori. Nessuno tocchi Caino ricorda che l’anno scorso sono avvenuti dietro le sbarre 241 decessi di cui 89 suicidi e che sono già 8 quelli registrati nelle prime due settimane del 2025. Il carcere non è solo un luogo di privazione della libertà, perché la privazione è di molte altre cose, della salute, fisica e mentale, e anche della vita”.

Durante l’incontro nel carcere di Reggio Emilia, Nessuno tocchi Caino ha dato conto dell’azione intrapresa insieme all’Unione delle Camere Penali Italiane nei confronti delle Asl affinché ottemperino ai loro obblighi di legge, in particolare di ispezione dei luoghi di detenzione e di verifica della loro idoneità a ospitare persone detenute e di verifica anche delle condizioni di lavoro degli operatori penitenziari.