di Alessandra Codeluppi
Il Resto del Carlino, 26 luglio 2023
Cadono le misure interdittive per uno degli otto agenti penitenziari accusati di tortura. L’agente ha chiarito la sua posizione ed essendo stato trasferito non ci sono esigenze cautelari.
Niente più misura interdittiva. Potrà tornare al lavoro il giovane agente indagato, insieme ad altri tredici colleghi, per la condotta che avrebbero tenuto il 3 aprile verso un detenuto del carcere della Pulce, per la quale la Procura ha formulato l’ipotesi di tortura. Il poliziotto della penitenziaria, ora non più in servizio a Reggio, era stato l’unico a rispondere durante l’interrogatorio di garanzia, discolpandosi. A lui, e ad altri sette, la Procura contesta la tortura: il gip Ramponi li aveva sospesi dai pubblici uffici per un anno, mentre due agenti per dieci mesi. Tra loro, cinque sono stati raggiunti dall’obbligo di firma. Per i quattordici indagati erano state chieste tutte misure coercitive: da quando trapela, in un paio di casi la Procura ha impugnato quella disposta dal gip. Nel caso dell’agente, la Procura lo aveva individuato, in base alla videosorveglianza interno al carcere, in colui che aveva messo il piede sulla sua caviglia e poi la scarpa sul suo piede. In un altro punto dell’ordinanza cautelare, viene descritto come l’uomo “che tiene fermo il piede destro del detenuto mentre viene colpito a terra con calci e pugni”. Davanti al gip, lui aveva negato sia di averlo offeso e picchiato, sia di aver usato la forza nell’appoggiare la scarpa e tenerlo fermo. Aveva anche sostenuto di essersi trovato a passare in quel momento per caso. Da quanto emerge, il gip Ramponi, al quale l’avvocato difensore Sinuhe Curcuraci ha chiesto e ottenuto la revoca della misura, ha tolto l’interdizione perché ha chiarito la propria posizione e anche perché, essendo stato trasferito a lavorare in altra struttura penitenziaria, non sussistono più le esigenze cautelari. Il giudice ha ribadito la bontà della qualificazione giuridica dell’accusa di tortura, che invece le difese contestano.










