Gazzetta di Reggio, 27 marzo 2020
È la richiesta dei sindacati per evitare l'ulteriore diffusione del Coronavirus Denunciata anche la situazione di sovraffollamento. "Non vogliamo medaglie, vogliamo poter lavorare in sicurezza". È il grido dei lavoratori degli istituti penitenziari, che già nei mesi scorsi avevano indetto una manifestazione, sia a Reggio Emilia sia davanti al Provveditorato di Bologna, per denunciare "l'insostenibile situazione di vita e di lavoro negli istituti penitenziari di Reggio Emilia". Manifestazione che voleva mettere in luce tutti i problemi che continuano a riguardare le carceri, ma che è stata sospesa a causa dei provvedimenti legati all'emergenza Covid-19.
Uil Pa, Sinappe, Cnpp, Uspp, Fns Cisl e Fp Cgil si erano mobilitati per denunciare la situazione di sovraffollamento, inadeguatezza della struttura, concentrazione di detenuti pericolosi e psichiatrici, carenze degli organici e mancanza di figure legate alla gestione del sistema penitenziario, a partire dai magistrati di sorveglianza, direttori, educatori, assistenti sociali dell'esecuzione penale esterna, polizia penitenziaria. L'obiettivo era porre l'attenzione su "un sistema al collasso, che ha dimostrato tutte le sue debolezze con i gravissimi disordini di due settimane fa anche a Reggio Emilia". Pur nella consapevolezza delle difficoltà che attraversa anche il nostro territorio a causa dell'emergenza Covid-19, i sindacati denunciano che "le misure prese fino ad oggi sono insufficienti".
Non solo. Proprio durante questa emergenza è evidente come non siano state prese misure per evitare la diffusione del virus. "È indispensabile quanto prima, per evitare il potenziale diffondersi del Coronavirus in carcere, che tutti gli operatori costretti a recarsi al lavoro siano sottoposti a tampone", la richiesta dei sindacalisti. Solo così, dicono, "potremo evitare il peggio, salvaguardare l'incolumità degli operatori, delle loro famiglie e di tutta la comunità carceraria, ed evitare, in questo modo, possibili incrementi della diffusione del virus, di allarmismi e di ulteriori disordini tra la popolazione detenuta".
Concludono i sindacalisti: "Siamo ancora in tempo per limitare i danni con una migliore organizzazione e provvedimenti come quello auspicato per evitare il peggio. Le medaglie si danno agli eroi. Noi vogliamo solo essere annoverati tra i servitori dello Stato che fanno il loro dovere - sottolineano - e, allo stesso tempo, chiedono riconoscimento della dignità per un lavoro fondamentale, per la tenuta dello Stato, in rispetto della Costituzione e delle leggi Italiane".









