Ansa, 10 aprile 2015
"Nessuna novità ancora per quanto riguarda il trasferimento degli internati dagli ospedali psichiatrici giudiziari alle Rems (residenza per l'esecuzione della misura di sicurezza sanitaria). Nonostante la scadenza del 31 marzo, come termine ultimo per il trasferimento ci sono regioni che non hanno ancora le strutture. Infatti, l'ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia, da dove nessun internato è stato ancora trasferito nelle Rems di Parma e Bologna, dovrà continuare ad ospitare anche gli internati di altre regioni, come le Marche e il Veneto".
Lo affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria) e Francesco Campobasso, segretario regionale dell'Emilia Romagna. "Inoltre - aggiungono, l'ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia continuerà a restare come struttura che ospiterà gli internati per malattie psichiatriche sopravvenute durante l'esecuzione della pena, poiché le Rems sono state previste soltanto per l'esecuzione delle misure di sicurezza, per coloro, cioè, che sono stati dichiarati incapaci di intendere e di volere nel processo penale e non per le patologie sopravvenute durante l'esecuzione della pena.
Come avevamo previsto, la questione degli ospedali psichiatrici giudiziari presenta problemi complessi che non consentiranno, almeno nel breve tempo, una soluzione definitiva. Inoltre, desta non poche preoccupazioni la gestione quotidiana degli internati, i quali, spesso, mettono in atto gravissimi gesti di autolesionismo e di aggressioni. Ricordiamo alcuni episodi avvenuti proprio a Reggio Emilia, dove un internato sbatteva violentemente la testa contro il muro, procurandosi gravi lesioni, un altro si è aperto la pancia credendo di avere un bambino, un altro ancora ha tentato di darsi fuoco. Nei mesi più freddi abbiamo registrato caso di ipotermia, dopo che gli internati si erano denudati ed avevano dormito tutta la notte con le finestre aperte".









