di Giulia Gualtieri
reggionline.com, 16 luglio 2023
L’intervento dell’assessore comunale al Welfare Daniele Marchi in seguito al pestaggio avvenuto ai danni di un detenuto 41enne per mano di agenti della penitenziaria. “Il Governo non ha intenzione di dimenticare. Non può esserci giustizia dove c’è abuso. E non può esserci rieducazione dove c’è sopruso”. Lo diceva Mario Draghi due anni fa, il 14 luglio 2021, al carcere di Santa Maria Capua Vetere, teatro di una “mattanza” senza precedenti.
Il Governo è cambiato e mentre il Partito di Giorgia Meloni vuole abolire il reato di tortura, nelle carceri italiane si moltiplicano le “mattanze”. L’ultima, apprendiamo, qui a Reggio Emilia. C’è una responsabilità personale che verrà accertata da chi di dovere. Ma c’è anche una responsabilità collettiva che ci interpella tutti. C’è una serie di “segni” che escono dalle mura del nostro carcere (e non solo dal nostro), che dobbiamo provare a cogliere. Detenuti pestati, agenti aggrediti, celle a fuoco, detenuti e agenti suicidi, celle sovraffollate, docce ammuffite. Un inferno. Il carcere non è il luogo dove “fargliela pagare”. Leggiamo e realizziamo la nostra Costituzione. E mettiamoci dal punto di vista delle vittime e della comunità. Su questo dobbiamo interrogarci tutti. Che giustizia vogliamo? Quanta povertà nel dibattito pubblico sulla giustizia!
L’unico vero scopo del sistema penitenziario, lo ripeto, non è “fargliela pagare”. Credo quindi che siamo sulla strada sbagliata e che “a pagarla” siamo tutti. Le comunità che, negando il diritto al recupero, avranno sempre più reati, non meno. I detenuti, che continueranno a vivere in condizioni disumane. Gli agenti e tutti gli operatori del sistema penitenziario, che dovranno continuare a lavorare sotto organico, in luoghi insalubri e difficili. Le vittime e i famigliari, che continueranno a portare in solitudine le conseguenze di ciò che hanno subito. La strada giusta è nelle parole di Mario Draghi: non dimenticare.
Nelle competenze di una Amministrazione locale, non dimenticare significa promuovere la relazione tra carcere e città e supportare con ogni mezzo i percorsi di recupero e reinserimento, dotandosi anche, come stiamo facendo a Reggio Emilia, della figura del Garante comunale. Senza illudersi che questo sia sufficiente e risolutivo. Serve di più. Serve la cultura della giustizia riparativa che superi definitivamente il paradigma retributivo (occhio per occhio) e apra ad una giustizia più democratica che non dimentichi le vittime e che coinvolga attivamente le comunità nel trasformare il male causato col reato in un progetto di recupero, di bene e, ove possibile, di riconciliazione.
Servono investimenti per il carcere
L’assessore al welfare del Comune di Reggio dopo il pestaggio di un detenuto alla Pulce: “Ambiente troppo trascurato. Gli enti locali sono sempre stati a fianco della direzione carceraria. A settembre si concluderà anche l’iter per avere il garante”.
“Il carcere è un luogo troppo trascurato, sotto tutti i profili, lo certifica la relazione di Antigone oltre alla cronaca, oltre a questo episodio limite anche un incendio recentemente, aggressioni agli agenti… è un contesto complesso che richiede maggiori investimenti da parte della politica, in primis del Ministero che ne ha la responsabilità”. Secondo l’assessore al welfare del comune di Reggio Daniele Marchi il “sistema carcere”, come presidio dello Stato, ha bisogno di maggiori investimenti, invece a livello nazionale si sta andando nella direzione opposta. “Forze politiche che sostengono questo Governo vogliono abolire il reato di tortura per il quale invece si è potuto procedere nell’indagine a Reggio”.
Marchi definisce “un fatto molto grave, se accertato nelle dovute sedi” il pestaggio avvenuto alla Pulce da parte di diversi agenti di polizia penitenziaria nei confronti di un detenuto tunisino. “E’ positivo il fatto che sia stata aperta una indagine. Significa che anche i diritti dei detenuti possono trovare risposta, se lesi”.
L’assessore al Welfare ha seguito da vicino molti progetti per migliorare le condizioni di vita dei detenuti all’interno del carcere di Reggio, da ultimo quello del cinema e dell’aula multimediale. “Gli enti locali sono sempre stati a fianco della direzione carceraria - dice - e settembre si concluderà anche l’iter per avere il garante comunale. “Abbiamo ricevuto diverse candidature che saranno verificate formalmente, poi i curricula saranno consegnati al consiglio comunale per la nomina”.










